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Ingegnere, filosofo, ma soprattutto napoletano

Si è spento poche ore fa, Luciano De Crescenzo. Era ricoverato da diversi giorni a causa di una polmonite. Da tempo viveva con la sua famiglia a Roma. Avrebbe compiuto 91 anni tra un mese.

“Con la scomparsa di Luciano De Crescenzo perdiamo tutti un grande amico.Era un maestro per tutte le cose belle che ci ha fatto conoscere. È una gravissima perdita per la cultura italiana e per la città di Napoli di cui era un esponente fiero ed orgoglioso” – ha detto Renzo Arbore.

“Uomo di immensa cultura che ha saputo interpretare al meglio l’anima del popolo napoletano”

Ingegnere, Luciano De Crescenzo lavora per vent’anni presso l’IBM ITALIA, come dirigente nella sede di Roma. Nel  1977  pubblica per Mondadori “Così parlo Bellavista”. Nel corso degli anni Luciano De Crescenzo diventa un autore di successo internazionale e pubblica una cinquantina di libri.  Le sue opere vengono tradotte in 19 lingue e diffuse in 25 paesi.

“Esprimo il cordoglio profondo mio personale e della città di Napoli per la fine terrena del grande Luciano De Crescenzo, uomo di immensa  cultura che ha saputo interpretare al meglio l’anima del popolo napoletano. Persona di estrema intelligenza, enorme cultura e di una naturale simpatia tutta partenopea. Luciano mancherà molto a Napoli e alla sua gente, lo ricorderemo tutti con immenso affetto e gratitudine” – sono state le parole del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris.

Così parlò Bellavista

“Una delle figure più belle della cultura meridionale”

De Crescenzo ha scritto, diretto ed interpretato quattro film: “Così parlò Bellavista”, “Il mistero di Bellavista”, “32 dicembre” nel 1988 e “Croce e delizia”. Come attore lo ricordiamo  nei film “Il pap’occhio”, “FF.SS.” – Cioè: “…che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?” e in “Sabato, domenica e lunedì”.

“Luciano De Crescenzo è stato una delle figure più belle, più semplici, più rappresentative dell’umanità e della cultura meridionale. Il filosofo di Napoli, della nostra terra. Ha saputo interpretare al meglio il senso della storia che è dentro la gente del Sud: questo senso non significa solo non avere l’ansia, l’affanno e l’ossessione della corsa alla ricchezza, ma anche un senso umano delle relazioni tra gli uomini che forse è andato perdendosi negli ultimi tempi.Gli siamo infinitamente grati” – ha scritto sui social il Presidente della Campania, Vincenzo De Luca.

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