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Luigi Di Maio, il candidato premier del Movimento 5 Stelle, boccia la candidatura di Catello Vitiello. Ecco tutti i fatti

Cerchiamo di ricapitolare la lunghissima giornata di Lello Vitiello e il Movimento 5 Stelle, passando per Di Maio, note e comunicati stampa.

Lello Vitiello

In primis, chi scrive porta la propria solidarietà all’avvocato Lello Vitiello, persona di elevato spessore morale e intellettuale, che, come purtroppo capita in questi momenti, è stato travolto dalla macchina mediatica.

Invito alla riflessione

Inoltre, una domanda da porre all’intero Movimento 5 Stelle è da fare. L’incadidabilità, o presunta tale, non poteva essere appurata precedentemente? Questo fatto non sarà deleterio per l’intero Movimento e per la sua credibilità? Ora, il candidato premier Luigi Di Maio ed il Movimento 5 Stelle si trovano a gestire una situazione delicata durante il marasma generale di una campagna elettorale che è tra le più violente degli ultimi decenni.

Ecco i fatti, preceduti da un’analisi del testo.

Nessun reato ed il regolamento è scritto al presente

Nessun reato, ma la partecipazione ad una loggia massonica è una causa di incandidabilità nel Movimento 5 Stelle. E’ scritto nel punto 6, lettera h) del Regolamento della selezione dei candidati del Movimento 5 Stelle, cioè l’articolo dedicato ai requisiti per l’autocandidatura. Ad onor del vero, il regolamento delle parlamentarie 2018 parla di presente e non di passato:

Art. 6 – Requisiti per l’autocandidatura
Ogni candidato, oltre ai requisiti previsti dallo Statuto e dal Codice Etico, al momento della presentazione
dell’autocandidatura, dovrà essere in possesso dei seguenti requisiti ed ottemperare ai seguenti obblighi:
a. …

b. …

h. non dovrà essere iscritto ad associazioni massoniche;

La nota integrale di Lello Vitiello

Si parla senza sapere e senza conoscere, accusando una persona in maniera indebita e senza contraddittorio. Ho avuto una breve esperienza in una loggia massonica e si tratta di un periodo che ha caratterizzato solo una parte della mia vita, conclusasi in tempi non sospetti e non per ragioni di opportunismo politico. Quando ho firmato la mia candidatura con il Movimento 5 Stelle ero in regola con il codice etico che ho letto e studiato come ogni altro adempimento burocratico e, allorquando ho appreso che si precludeva la candidatura a chi fosse iscritto alla massoneria, non ho avuto dubbi sull’opportunità di aderire al progetto del Premier Luigi Di Maio di apertura alla società civile. Ed io, quarantenne professionista e universitario, ben lontano dal mondo della politica sino a quel momento, ritenevo di incarnare la persona giusta al momento giusto, con tutte le sue esperienze e con le capacità necessarie alla causa del MoVimento. Questa breve esperienza fa parte del mio passato e posso serenamente affermare che ha segnato la mia formazione umana. Quando mi affacciai a questo mondo fui spinto dall’amore per la cultura, per l’arte e per la storia d’Italia…personaggi come Benedetto Croce, Voltaire, Mozart, Wilde, Doyle, Toto’, Fermi, Carducci, Bixio, Beccaria, Mazzini e tanti altri mi hanno determinato a cercare di capire cosa li unisse e il pensiero che hanno condiviso. Dopodiché, l’impegno non collimava con la mia vita professionale perché più cresci e meno tempo hai per gli hobby. La massoneria era un hobby e ritengo che questo non possa marchiare a fuoco un uomo che si è contraddistinto per tanto altro. Non sono mai stato bravo a parlare di me perché sono stato educato ad evitare sempre e comunque ogni autoreferenzialità, ma posso dire con serenità e certezza di non aver mai rubato, ucciso, truffato, corrotto o concusso. Se a questo aggiungiamo che oggi non sono iscritto in alcuna loggia, davvero non capisco quale remora si possa avere nei confronti di una persona che ha sempre fatto del sacrificio l’unica strada per la propria carriera: ho studiato tanti anni e continuo oggi a studiare senza mai smettere di provare amore per quello che faccio!  È giusto prendere le distanze dalle devianze di ogni tipo, come ho sempre fatto del resto anche io…sono sempre stato contro ogni estremismo e ritengo che fenomeni politici e sociali che vanno contro l’umanità o il singolo individuo vadano respinti con forza e a gran voce in ogni consesso, elettorale o meno che sia. Ma veniamo a noi: quando ho scelto di aderire al MoVimento, l’ho fatto con la consapevolezza di sposare un progetto meraviglioso, caratterizzato da un tipo di politica e di trasparenza che hanno sempre contraddistinto il mio modo di vivere. E, come più volte ho detto, non avrei mai potuto aderire ad alcun altro partito o movimento politico perché sono uno dei delusi della politica tradizionale che va senz’altro rinnovata. Come candidato in un collegio uninominale io rappresento la società civile e non comprenderò alcuna esclusione aprioristica e immotivata. Non remerò contro il MoVimento ma non ho intenzione di ritirare la mia candidatura e vado avanti per la mia strada nella certezza di essere compreso da chi davvero mi conosce e crede in me.

La nota del Movimento 5 Stelle

Essendosi rifiutato di rinunciare spontaneamente alla candidatura e all’elezione con il M5S, Lello Vitiello viene diffidato dall’utilizzo del simbolo del M5S. Vitiello non può essere eletto con il M5S a causa della sua adesione in passato al Grande Oriente d’Italia e per non averlo comunicato al MoVimento 5 Stelle all’atto della candidatura dichiarando quindi il falso

Oggi dura reazione di Di Maio “Per noi, lui, è Game Over!”

Intercettato dai colleghi de Il Mattino, il candidato Premier Luigi Di Maio parla così del caso Vitiello

Non ci aveva detto di far parte di una loggia massonica per questa ragione non può stare nel Movimento. Gli abbiamo inibito l’utilizzo del simbolo, per noi, lui, è game over!

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