Prada e la censura, serve rispetto per le altre culture


Prada censura i suoi abiti in modo originale e fashion. Ricordano le fascette usate per coprire le immagini di nudo.

Prada presenta la linea cruise all’Osservatorio sul tetto della Galleria Vittorio Emanuele a Milano.

“La nudità non è consentita” ecco le parole di Miuccia Prada.

Così sulla base di questa affermazione viaggia la collezione. Modernista, d’ispirazione tecnica, architettonica, che cambia da un capo all’altro, sostenendosi con un elemento chiave che quasi castiga qualsiasi capo.

Dal giubbino al vestitino, nei colori pastello, cappotti con piume. Pull, gonne e calzini tecnici, collane liberty e stampe di simpatici animali, come i conigli. Blouson sportivi e sandali argento. Ogni capo in un certo qual modo castigato attraverso una sopragonna nera, un top, una qualsiasi cosa che ricorda proprio la “fascia – censura” usata nella fotografia per le immagini di nudo.

“Quando io ero giovane andavamo tutti in giro nudi, io compresa. Tutte le civiltà convivono insieme e devi aver rispetto delle diverse sensibilità. In America non puoi svelare il seno, in Arabia Saudita o in Cina manco a parlarne. Il rispetto del pensiero altrui comporta che puoi dire sempre di meno, il vocabolario si restringe, c’è sempre meno libertà. Non si può più essere liberi di fare ciò che si vuole, come facevano gli stilisti miei predecessori. Negli anni ’60 e ’70 si rivolgevano a comunità più piccole, di ricchi borghesi, bianchi e cattolici. Oggi dialoghi con centinaia di religioni, culture e sensibilità da rispettare, non parli più solo con quelli simili a te, ma con il mondo intero. Con Raf Simons ho fatto tante discussioni su ciò che si può e ciò che non si può dire, ormai bisogna fare le società segrete per dire la verità”. Afferma ulteriormente la stilista.

Un passo verso una nuova sensualità che tende ad abbracciare tante culture e modi di pensare, cercando senza scoprirsi troppo di essere ugualmente sexy e femminili.

 

 

 

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