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NAPOLI – Da pochi giorni è nelle librerie l’ultimo lavoro letterario di Padre Alex Zanotelli dal titolo Prima che gridino le pietre, edito da Chiarelettere e curato da Valentina Furlanetto.

Presentato alla libreria Feltrinelli di Piazza dei Martiri a Napoli, città in cui da tempo vive Padre Zanotelli, è stato accolto da un pubblico attento che per quasi due ore, lo ha ascoltato in religioso silenzio. Un’ occasione unica per i tanti che da anni seguono il suo operato, consapevoli dell’unicità del momento, giacché  non ha mai fatto una presentazione ufficiale dei suoi scritti.
A moderare l’incontro Antonio Esposito ricercatore, scrittore, da sempre impegnato sui temi dell’immigrazione, l’esclusione sociale e la storia della psichiatria e a condividere il tavolo con loro: Aboubakar Soumahoro, attivista sociale, dirigente sindacale. Quest’ultimo era amico e collega di Sacko Soumayla, il sindacalista bracciante del Mali, ucciso lo scorso 2 giugno, a colpi di fucile in Calabria quando, con altri amici, entrò in una fabbrica abbandonata, a recuperare del materiale per rifare il tetto di una baracca. Motivo questo che ha portato Soumahoro a dare voce a quei disperati sui media nazionali grazie anche, alla sua notevole capacità di comunicatore:

“Prima che gridino le pietre” parla al cuore e ha parlato al mio cuore. E’ un cri de coeur, un grido del cuore”.

I compagni di questo incontro sono profondi conoscitori delle tematiche del libro.
Prima che gridino le pietre, edito da Chiarelettere e curato dalla giornalista Valentina Furlanetto, possiamo definirlo un prontuario di centocinquanta pagine, dove attraverso capitoli brevi, un linguaggio chiaro e scorrevole, espone argomenti di pressante attualità, senza scendere o citare trattati di cavillosa interpretazione, per quelli ci si può documentare, ma essenziale e di rapida penetrazione. Suddiviso in due parti: Rompere il silenzio e Una lunga storia di sopraffazione.
Il libro racconta il razzismo di ieri e soprattutto di oggi, nato dall’esigenza irrimandabile di riflettere su questo delicato, nebuloso e pericoloso momento storico:se questo libro può avere un valore per riflettere, allora bene, altrimenti sarà solo un altro monumento al mio ego”. La genesi del titolo ha origine lontane, Padre Zanotelli l’ha scelta perché il significato ha un messaggio inequivocabile: Prima che gridino le pietre per esortare tutti, a smuoversi dall’immobilismo e dall’indifferenza che ci immobilizza, ma innanzitutto che a nessuno s’impedisca di parlare, di esistere, di vivere. In quanto avverrà, comunque, gli argini prima o poi franano. Frase che Gesù pronunciò rispondendo ai farisei, quando lo esortarono a richiamare i suoi discepoli: Io vi dico se questi taceranno grideranno le pietre.
Citazione ripresa quest’anno anche da Papa Francesco nell’omelia delle Palme il 25 marzo ai giovani di piazza S. Pietro: “Se gli altri tacciono, se noi anziani e responsabili, tante volte corrotti, stiamo zitti, se il mondo tace, vi domando: Voi griderete? Per favore, decidetevi prima che gridino le pietre” .

“Due realtà gravissime ci minacciano: la bomba atomica e la distruzione ecologica, siamo tra due fuochi, eppure invece di pensare alle cose serie la politica è bloccata e utilizza il tema delle migrazioni come propaganda. Come prete, missionario sono veramente preoccupato. Ma, più della violenza dei violenti, mi preoccupa il silenzio degli onesti.” asserisce Padre Zanotelli 

Nelle sue parole la ferrea e combattiva volontà di un uomo, dei suoi valori e del suo credo. Non solo religioso.

E ancora : “La sofferenza dell’altro pare non ci tocchi più, la disumanizzazione è lampante. È la banalità del male. Per questo spero nella disobbedienza civile, mi appello alla società tutta. Per contrastare questa politica di chiusura bisogna applicare la disobbedienza ciascuno nel suo ruolo, i marinai e la guardia costiera, i professori , i medici, i preti i giovani. Contro la politica inaugurata da Matteo Salvini bisogna assolutamente mettere in atto la disobbedienza civile. Ricordiamoci sempre del fascismo, se le leggi sono ingiuste non si devono rispettare. Mi diranno che faccio politica?
La vita di ogni giorno è politica, ogni nostra scelta è politica.
Il conflitto fa parte della vita umana, non bisogna temere il conflitto, non si risponde con la violenza, ma si può rispondere con la disobbedienza.” Decisamente gli anni passano per tutti anche per Padre Zanotelli, ma non sbiadisce la sua analisi compiuta e cucita del mondo; quel macrocosmo che ha scelto essere la sua patria, ovunque nelle periferie del mondo tra i poveri, gli emarginati, lì ha vissuto.

Ma chi è Alex Zanotelli?
Missionario comboniano da oltre cinquant’anni e attivista da sempre, convinto che Dio è schierato, ed è il Dio degli oppressi, degli schiavi, dei poveri. Nasce in provincia di Trento nel 1938, e completa i suoi studi a Cincinnati negli Stati Uniti. Ordinato sacerdote, vivrà anche in Sudan e in Kenya a Korogocho, baraccopoli di Nairobi, esperienza che ha raccontato nel suo libro autobiografico Korogocho. Alla scuola dei poveri. È stato direttore della rivista Negrizia, più di venti testi pubblicati, e dall’aprile del 2002, risiede stabilmente in Italia, a Napoli, nel rione Sanità, dove continua la sua battaglia dalla parte dei poveri.

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