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Reinhard Heydrich è uno dei gerarchi nazisti forse meno noti ma fu probabilmente il più spietato, non a caso individuato da molti come il probabile successore di Hitler. Fu lui la mente della cosiddetta “soluzione finale“della questione ebraica (in tedesco “Endlosung der Judenfrage”).

Reinhard Heydrich: la vita prima del nazismo

Heydrich nacque ad Halle in der Saale in Sassonia il 7 marzo del 1904 da una famiglia benestante: il padre era direttore del Conservatorio della città e il nonno materno dirigeva quello di Dresda. Il giovane imparò così, sin da piccolo, a suonare il violino e il pianoforte e a cantare.

Il padre aveva sangue ebreo, sebbene solo in parte, ma questa circostanza tormentò Heydrich per tutta la vita. In gioventù egli eccelse nello studio e in molte discipline sportive. Ma già durante l’adolescenza sviluppò convinzioni politiche nazionaliste entrando a far parte dei Freikorps, organizzazioni paramilitari esistenti da parecchio tempo in Germania che, subito dopo la fine della prima guerra mondiale, da cui il Paese era uscito devastato, cominciarono a coltivare feroci propositi di rivincita.

E non a caso, terminati gli studi, il giovane scelse la carriera militare, entrando in Marina, che però ben presto dovette abbandonare a causa di un incidente, per così dire, “galante”: Heydrich intratteneva relazioni amorose con diverse ragazze; fatto sta che una di queste rimase incinta e gli chiese di sposarla, ma egli rifiutò. La giovane era però figlia di un potente costruttore navale che aveva conoscenze importanti ai vertici della Marina tedesca e così Heydrich, che l’interessata, per vendicarsi, aveva accusato di violenza sessuale ed estorsione, fu processato ed espulso dal Corpo.

Reinhard Heydrich: l’incontro con Hitler

A questo punto, siamo all’inizio degli anni ’30, egli entrò in contatto con il Partito Nazista che era in piena ascesa; conobbe Hitler e il famigerato capo delle SS  Himmler, di cui divenne uno stretto collaboratore.

In quegli anni Hitler, acquisiti ormai i pieni poteri, aveva bisogno di creare una struttura di controllo degli stessi appartenenti alle SS per provarne la fedeltà alla causa. E così Himmler creò l’Ufficio Centrale della Sicurezza dello Stato (RSHA), che si occupava dei servizi di spionaggio e controspionaggio, nonché dei crimini politici e di quelli comuni. L’Ufficio fu strutturato secondo le indicazioni di Heydrich che vi fu posto a capo e cominciò ad esercitare i suoi poteri con una certa autonomia e con molto zelo: attento, intelligente, astuto, egli decideva con estrema spietatezza chi dovesse vivere e chi morire, tanto da meritarsi dai suoi colleghi i soprannomi di “belva bionda” e “dio della morte“.

L’inizio della persecuzione degli ebrei

Nel 1935 furono approvate le famigerate leggi di Norimberga, con le quali la persecuzione degli ebrei entrò a far parte dell’ordinamento giuridico nazista. E Heydrich cominciò subito a inviare indicazioni scritte, precise e dettagliate su come mettere in atto le persecuzioni di massa.

La “notte dei cristalli”

Finché, il 7 novembre 1938, un giovane ebreo polacco, Herschel Grünspan, compì un attentato, a Parigi,  nei confronti del diplomatico tedesco Ernst Eduard vom Rath, ferendolo a morte. L’episodio fu il pretesto per scatenare contro gli ebrei una feroce rappresaglia, nota come “notte dei cristalli”: su precise indicazioni delle gerarchie naziste, e di Heydrich in primis, dal 7 al 9 novembre in tutto il Paese fu dato l’assalto a tutto ciò che era ebraico. Furono bruciate o distrutte centinaia di sinagoghe e case di preghiera, devastati e distrutti cimiteri e luoghi di aggregazione nonché migliaia di negozi e di case private e cominciarono le deportazioni. Fu solo l’inizio di una immane tragedia, perché, secondo l’idea nazista, il problema ebraico andava risolto una volta per tutte, occorreva una “soluzione finale”.

(continua)

 

Riferimenti:

  • Operazione Anthropoid. L’attentato a Reinhard Heydrich, il «boia di Praga», Giunti Editore, 2015.
  • Missione Anthropoid, film (2016), regia di Sean Ellis.
  • Hitler’s Circle of Evil, docuserie (2017).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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