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Morto a novant’anni Gerardo Marotta fondatore dell’Istituto italiano degli studi filosofici di Napoli

Scomparso il 25 gennaio Gerardo Marotta fondatore dell’Istituto italiano per gli studi filosofici. Avvocato, filosofo, fine pensatore, avrebbe compiuto novant’anni il 26 aprile, era ricoverato a causa di problemi cardiaci e respiratori.

E’ morto l’ultimo vero repubblicano, l’ultimo combattente per il sapere e la conoscenza, l’uomo delle battaglie per difendere ideali e libri. L’ultimo vero rivoluzionario, sempre dalla parte della libertà e della giustizia,  In prima linea nella lotta per i diritti. Come ha ricordato anche il sindaco Luigi De Magistris.

Nel maggio del 2015 fu organizzata al Teatro Mercadante una festa per i quarant’anni della sua fondazione, con la partecipazione del giornalista e scrittore Sergio Zavoli e vari esponenti della cultura italiana, a causa  delle difficili condizioni in cui versava l’accademia tra fondi elargiti col contagocce, gangli e ritardi burocratici.

Da qui l’ultima battaglia di Marotta, la più ardua, quella per difendere il destino della biblioteca di oltre trecentomila volumi, dopo che il Palazzo Serra di Cassano ha smesso di essere la sede dell’Istituto.

In una intervista Marotta ha dichirato: “Ho venduto tutto, anche le proprietà di mia moglie, un attico a Roma e una villa qui a Napoli. Ora ho debiti con tutti, perfino con il salumiere”.

Una biblioteca nata con un certosino lavoro durato cinquant’anni, che rappresentava l’essenza dell’Istituto. Un trasloco iniziato nel febbraio 2016 ha visto le opere dirette verso l’Istituto per non vedenti Paolo Colosimo, che ha accolto gratuitamente i libri, in quanto erano sparsi tra depositi cittadini, l’ex ospedale psichiatrico Leonardo Bianchi, ed un capannone a Casoria.

Massimiliano Marotta, figlio di Gerardo, commentò in quell’occasione:’ Entro il 2017 potremo avere a disposizione le sale acquistate dalla Regione nel 2008 a piazza Santa Maria degli Angeli. Sarà qui che nascerà finalmente la biblioteca degli studi filosofici’.

Per sostenere questa battaglia era stata organizzata nell’agosto 2016 la serata “Allo Zenit: Napoletani per Costituzione”, curata dal Comune per l’”Estate a Napoli”, nel cortile del Maschio Angioino. Una serata dove la città ha abbracciato la causa della biblioteca, attraverso l’esibizione di artisti, attori e musicisti riuniti per sostenere Gerardo Marotta.

Sempre in agosto è’ stato creato un dolce al cioccolato chiamato il ‘marottino’ dal maestro pasticcere del Gambrinus Massimiliano Rosati, con il ricavato delle vendite devoluto all’Istituto.

Marotta è stato uno dei protagonisti della vita culturale italiana e soprattutto di Napoli e del Mezzogiorno. Nel 2015 l’appello rivolto al presidente della Repubblica Mattarella di nominarlo senatore a vita era caduto inascoltato.

L’istituto, poi, aveva il suo mito fondativo, che lo stesso Marotta amava ricordare: «Era il 1975 – amava raccontare -. Mi telefona Elena Croce: c’è Enrico Cerulli, presidente dell’Accademia dei Lincei e mi dice che stavano venendo da me. Io ero un avvocato di grande fortuna professionale, e uscivo da importanti battaglie forensi. Li aspettai sul pianerottolo. Mi proposero di assumere la presidenza dell’istituto. Ero onorato e frastornato. Chiesi un anno di tempo, Cerulli fu perentorio: Marotta, non c’è più tempo. L’Europa è in declino. La filosofia deve riprendere il cammino segnato da Croce e dalle scuole filosofiche del Risorgimento. A maggio, all’Accademia dei Lincei, venivo nominato presidente a vita».

La camera ardente dell’avvocato Gerardo Marotta, da stamane, presso la clinica Hermitage Capodimonte di Napoli.

Per tutti era ‘l’avvocato’ per gli abitanti del quartiere ‘l’uomo col cappotto’, che difficilmente toglieva negli ultimi anni, anche con il caldo. Per coloro che hanno condiviso lo spirito di unità verso ideali ormai scomparsi, resta l’affetto per una figura tanto nobile e tanto combattiva, l’ultimo vero paladino.

 

foto di copertina di Giacomo Acunzo

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