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La morte della giornalista nord-irlandese Lyra McKee, nella città di Derry rappresenta il riemergere di forme di radicalismo che sembravano ormai scomparse, ma che comunque covavano sotto la cenere di un conflitto mai del tutto concluso. Secondo le autorità si tratta di un atto terroristico compiuto dai militanti repubblicani che stavano protestando contro la polizia nord-irlandese per via di alcune perquisizioni in una casa per sequestrare armi e munizioni e scongiurare il rischio di attentanti. Il weekend di Pasqua è molto caro ai repubblicani, per le celebrazioni della Rivolta di Pasqua attraverso la quale nel 1916 i militanti repubblicani tentarono di ottenere l’indipendenza dal Regno Unito con la forza delle armi.

 

Chi era Lyra McKee

La giornalista che ha perso la vita venerdì notte era nata e cresciuta a Belfast. Si era trasferita a Derry per vivere con la donna che amava, ed è proprio con un post scritto sul suo blog nel 2014 in cui raccontava delle difficoltà di essere gay a Belfast che aveva ottenuto l’attenzione del grande pubblico. Aveva collaborato con diverse testate inglesi e americane e nel 2016 Forbes l’aveva inserita tra gli under 30 più influenti d’Europa. Quattro anni fa scrisse un articolo in cui definì “un’illusione” la pace in Irlanda del Nord. L’ultimo tweet pubblicato prima di essere colpita “Derry, questa notte. Follia totale” dà l’dea della piega di violenza che gli scontri stavano assumendo. McKee è la prima giornalista dal 2001 a essere uccisa mentre svolgeva il suo lavoro nel Regno Unito. La polizia ha accusato il gruppo militante “New Irish Repubblican Army” contrario agli Accordi di Santo Stefano del 1998 e unanime è arrivata la condanna da parte di tutti i partiti dell’isola.

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Il riaccendersi delle violenze in Irlanda del nord

L’uccisione di McKee è l’ultimo atto di una serie di episodi accaduti negli ultimi mesi. A gennaio un’autobomba è esplosa nel centro di Derry, senza causare vittime. Il mese scorso la polizia ha invece intercettato una serie di pacchi bomba in varie parti del Paese, tra cui l’aeroporto di Heathrow. Da mesi la polizia nord-irlandese ribadiva la pericolosità di un nuovo confine fisico tra le due Irlande. La nuova dogana potrebbe trasformarsi in un obiettivo per i terroristi. Negli ultimi tempi le antiche rivendicazioni repubblicane sono state  rigenerate dalle incognite della Brexit con il rischio di distruzione dell’armonia tra repubblicani ed unionisti e il venir meno dell’opera di ingegneria diplomatica messa in atto con gli accordi Santo Stefano del 1998. Accordi che ridisegnarono i rapporti tra Irlanda e Regno Unito con il riconoscimento reciproco delle istanze repubblicane e unioniste e la nascita dell’Assemblea dell’Irlanda del Nord. E posero fine ai cosiddetti “Troubles”, il periodo più intenso del conflitto che in trent’anni (1968-1998) causò 3600 vittime.

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