Toghe sporche – Resta in carcere solo Antonio Iannello – ai domiciliari tutti gli altri indagati


Ventotto capi di imputazione, oltre 400 pagine di verbale in sede di Riesame – l’ex giudice di pace fa i nomi di altri professionisti

Confessa di aver ricevuto soldi favorendo le nomine di alcuni consulenti, ma nega di aver dirottato e sabotato i processi.
“Le sentenze erano giuste, controllate pure se volete” – dichiara l’ex giudice di pace durante il dibattimento reso davanti al Tribunale del Riesame di Salerno.
Nel suo lungo interrogatorio, Iannello, allarga l’indagine facendo nomi di affermati professionisti rimasti sinora estranei all’inchiesta.

La decisione del Riesame

Le dichiarazioni dell’ex giudice di pace, rese pubbliche ieri, hanno permesso a tutti gli indagati finiti in carcere di ottenere gli arresti domiciliari.

Un verdetto inaspettato

Nel corso dell’interrogatorio, Iannello non solo ha allargato l’inchiesta facendo i nomi di altre persone che sarebbero coinvolte nell’inchiesta scandalo, ma ha anche sminuito le accuse a carico di diversi indagati.

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