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L’annuncio è arrivato dalla stessa Whirlpool in vista della mancata disponibilità del Governo a discutere sul progetto di riconversione del sito di Ponticelli, comunicando la cessazione dell’attività produttiva, con decorrenza per il 1 novembre 2019.

Dopo tempi di tira e molla tra la multinazionale statunitense e il governo italiano, non emergono buone notizie per gli operai dello stabilimento di Napoli Est.  Sembra così divenire realtà l’espressa richiesta della Whirpool di delocalizzare lo stabilimento in Polonia.

Eppure le istituzioni si erano spese per garantire il mantenimento dell’azienda sul territorio campano, solo lo scorso giugno Di Maio – all’epoca ministro del lavoro – incontrava a Roma i vertici Whirlpool Emea Gilles Morel e Luigi La Morgia, l’amministratore delegato della multinazionale per l’Italia rassicurò il governo con un secco «Non chiuderemo Napoli».

Seppure l’incontro di quest’estate sembrava ben sperare, da lì in poi la discussione tra istituzioni e l’azienda degli elettrodomestici è andata sempre più regredendo.

Non sono difatti piaciute le offerte del capo politico dei pentastellati, il quale poneva  un contentino nel decreto imprese – in piena crisi di governo – ma senza un vero piano per rilanciare lo stabilimento campano.  I 16,9 milioni di euro offerti come sgravi annui erano stati frettolosamente rimandati al mittente attraverso un comunicato della società: «Non servono a garantire a lungo la sopravvivenza dello stabilimento. Manca una missione produttiva», a cui lo scorso mercoledì è seguito il triste epilogo che data il cessarsi dell’attività al 1 novembre 2019.

Il risultato è il peggiore possibile, la multinazionale U.S.A. che ad oggi in Italia ha altre due aziende nel distretto dell’elettrodomestico: a Varese e in provincia di Siena. Vedrà così il suo tramonto nel capoluogo campano, unico dei tre ad aver riconosciuto proprio dall’azienda il certificato d’eccellenza,  lasciando così in strada oltre 400 operai, scrivendo un’altra pagina nera nell’ormai già dismessa zona orientale di Napoli.

Com’era prevedibile l’annuncio ha scaturito un mare di polemiche, nelle ultime ore, tutti i personaggi della politica stanno spendendo parole per far tornare su i propri passi la Whirlpool, dal sindaco napoletano Luigi De Magistris al Premier Conte. Ma ad ora a pagarne le spese sono solo gli operai, insieme al sogno di una “Napoli Est”, nata come fior all’occhiello per l’industria ed oggi lasciata da sola, tra fabbriche dismesse e abbandonate, proprio la Whirlpool “pareva” garantire quella voglia di ribalta degli operai napoletani, che dallo scorso mercoledì è diventata solo amarezza.

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