Quarti di finale della Coppa del Mondo. L’Argentina del CT Carlos Salvador Bilardo vola in semifinale nel segno di Diego Armando Maradona, protagonista assoluto di una partita spettacolare, destinata a passare alla storia anche per un clamoroso episodio dubbio in occasione del primo gol.
Il primo tempo: studio e fiammate
L’Argentina parte forte: punizione dal limite di Maradona, la palla viene deviata dalla barriera e Shilton è costretto alla prima parata di giornata. Al 12′ arriva il primo squillo inglese con un lancio profondo per Beardsley; la difesa argentina si dimostra troppo tenera, ma la conclusione si spegne sull’esterno della rete, salvando Pumpido.
Alla mezz’ora c’è un’altra punizione per la Selección dalla lunetta dell’area di rigore: va sempre Maradona, ma la palla esce di poco. Prima del tè caldo arriva l’ennesimo spunto del Diez, che serve Cuciuffo, la cui conclusione è però da dimenticare. Si va al riposo sullo 0-0.
Il secondo tempo: quattro minuti di pura leggenda
La ripresa è per cuori forti. Al minuto 51, la Selección passa in vantaggio con un gol che farà discutere per decenni: Maradona semina il panico centralmente, parte palla al piede e salta i difensori inglesi come birilli. Tenta lo scambio nello stretto con Valdano, ma il centrocampista inglese Hodge interviene maldestramente alzando uno strano campanile all’indietro. La palla si impenna verso l’area; Maradona si avventa sulla sfera e, anticipando l’uscita del colossale Shilton, insacca.
È 1-0 Argentina, ma l’intera nazionale dei Tre Leoni si riversa infuriata a protestare con l’arbitro tunisino Ali Bennaceur per un evidente tocco di mano di Maradona. Le immagini televisive e i replay daranno subito ragione alle vibranti proteste inglesi: è nata la Mano de Dios.
Gli inglesi sono ancora storditi quando, appena quattro metri e quattro minuti dopo (minuto 55), si compie il miracolo calcistico del secolo. Maradona raccoglie palla nella propria metà campo, si gira su se stesso ed evapora tra Reid e Beardsley. Parte in velocità verso la porta avversaria: Butcher e Fenwick provano a contenerlo, ma vengono saltati di netto. Diego arriva davanti a Shilton, lo siede con una finta magistrale e deposita la palla in rete mentre Butcher tenta un disperato recupero in scivolata. Un gol mai visto prima, una magia pura che rimarrà per sempre negli annali del calcio.
Il finale è un brivido continuo
La nazionale di Bobby Robson tenta il tutto per tutto. Una punizione velenosa di Hoddle costringe Pumpido a una paratissima che salva l’Argentina. La pressione inglese cresce e all’ottavo primo (81′) dà i suoi frutti: il neoentrato Barnes mette un cross al bacio dalla sinistra e Gary Lineker, il bomber di Leicester, svetta di testa riaprendo clamorosamente il match.
Il finale è caldissimo. Maradona prova a chiudere i conti in contropiede, ma viene fermato. Al minuto 89, ancora uno scatenato Barnes mette in mezzo la palla della vita, ma la difesa dell’Argentina si salva miracolosamente con un anticipo disperato sulla linea di porta, negando a Lineker il gol del pareggio.
È l’ultima emozione di una partita leggendaria. L’Azteca esplode: l’Argentina vince 2-1 e vola in semifinale, lasciando al mondo del calcio una delle pagine più iconiche, discusse e poetiche di sempre.


