Se si parla di solidità e fedeltà ai colori, il nome di Bertrand Crasson occupa un posto d’onore nell’albo d’oro del calcio belga. Cresciuto nel mito dell’Anderlecht, il difensore nato a Bruxelles nel 1971 ha saputo trasformarsi da giovane promessa a colonna portante di una delle nazionali più iconiche degli anni ’90.
Il Re di Anderlecht
La carriera di Crasson è indissolubilmente legata alla maglia bianco-malva. Entrato in prima squadra nel 1989, Bertrand diventa in breve tempo un punto fermo della difesa. Il suo palmarès parla chiaro:
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6 Titoli di Campione del Belgio
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1 Coppa del Belgio Un dominio assoluto che lo proietta rapidamente sul palcoscenico internazionale.
L’avventura italiana: il biennio all’ombra del Vesuvio
Nel 1996, il richiamo della Serie A — all’epoca il campionato più bello del mondo — si fa irresistibile. È il Napoli ad assicurarsi le sue prestazioni. In riva al Golfo, Crasson vive due stagioni intense, collezionando 44 presenze complessive. Nonostante le difficoltà societarie che il club azzurro stava attraversando in quegli anni, il belga si distingue per professionalità e senso della posizione, prima di fare ritorno nella sua “casa” calcistica a Bruxelles nel 1998.
Nazionale e Mondiali
Con i “Diavoli Rossi” del Belgio, Crasson ha scritto pagine importanti. Convocato per 37 volte, ha vestito la maglia della Nazionale in 26 occasioni ufficiali, toccando l’apice della carriera con la partecipazione ai Mondiali di Francia 1998.
La nuova vita in panchina
Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo con le esperienze al Lierse e al Brussels, Crasson non ha abbandonato il rettangolo verde. Oggi mette la sua enorme esperienza internazionale al servizio dei giovani e dei club come allenatore, ricoprendo attualmente il ruolo di vice allenatore allo Swift Hesperange, in Lussemburgo.


