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Massimo Rastelli si sa, è uno sagace e dalla personalità forte.

Ha avuto il suo periodo d’oro a partire dalla stagione 2015 quando prese in mano i cocci di un Cagliari reduce dalla cocente retrocessione in Serie B dopo l’acquisizione del club isolano da Massimo Cellino a Tommaso Giulini.

Ci fu una trasformazioni in tutto e per tutto, una volontà ad allontanare dall’ex Padre-Padrone della Cagliari Calcio -così diceva Cellino– da qualsiasi cosa lo ricordasse all’interno e all’esterno della Società.

Ad oggi possiamo dire, dopo 5 anni, la trasformazione è compiuta.

Ricordiamo, ad esempio, il numero 17, che all’ex San’t Elia non esisteva, bensì il 16 bis.

E nessun calciatore avrebbe potuto aver quel numero di maglia o essere nato quel giorno, anche recentemente Cellino ha dichiarato che non ha preso dei calciatori per queste ragioni.

Tutte scaramanzie che hanno fatto dell’uomo di Sanluri, paese in provincia di Cagliari, colui che dal 1992 al 2014 è stato un One Man Show, in qualsiasi situazione, sempre in prima fila, sempre protagonista.

Oggi che è a Brescia, Presidente delle rondinelle, forse perché in Sardegna non arrivano gli echi delle sue uscite, sembra che tutta quella verve gli sia passata, chissà, ma è appena iniziato l’ex Campionato più bello del Mondo.

Ma tornando a Cerri, il giornale più diffuso in Sardegna, L’unione Sarda, riporta oggi due dichiarazioni, quella del suo allenatore e quella di un ex numero 9 glorioso del Cagliari, Franco Selvaggi:

RASTELLI

“Alberto è un ragazzo sensibile, vive una situazione difficile anche per giocatori di esperienza, figuriamoci per un ventitreenne”.

“Paga soprattutto la tensione psicologica, ogni palla è un mattone, così non rende ed il suo valore è notevole. Io, uno come lui, lo vorrei sempre nella mia squadra”.

SELVAGGI

“E’ forte fisicamente, è bravo di testa, gli manca la fiducia del pubblico”.

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“Non si abbatta, ha tanta rabbia in corpo da buttare in campo e trovare il gol”.

 

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