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Ieri sera alle 18 è stato presentato presso la sala stampa della Sardegna Arena il nuovo acquisto del Cagliari, Luca Pellegrini, in prestito secco dalla Juventus (scadenza il 30 giugno 2020).

Assieme a lui c’era l’ex terzino sinistro del Cagliari, Alessandro Agostini, oggi allenatore delle giovanili.

 

Ecco le dichiarazioni: Luca Pellegrini

Tornare a Cagliari mi ha fatto un bellissimo effetto, sono stato felice perché qui ho trovato una famiglia, qui mi sento come a casa, non ho voluto sentire altre richieste perché per me il Cagliari era prioritario.

Era difficile trovare una piazza migliore per me tanto che se il Mister m’avesse chiesto di mettere i guanti io sarei andato in porta, quindi per quel che riguarda il mio ruolo, sinistra o destra è indifferente, gioco dove mi viene indicato.

Ho lasciato Cagliari dopo la trasferta col Genoa e non ho potuto salutare di persona i tifosi, l’ho fatto con un post sui Social, ho sempre detto che non era un addio ma un arrivederci perché me lo sentivo da prima.

Ciò che mi ha impressionato domenica in Coppa Italia è vedere che la squadra ha giocato nella stessa maniera dell’anno scorso ma con giocatori nuovi, non è facile inserire dei nuovi acquisti e lasciare che gioco e mentalità siano gli stessi.

Il Cagliari quest’anno potrebbe divertirsi se la buona sorte ci accompagnerà.

Ho ritrovato Naingollan, che non mi sarei mai aspettato di ritrovare qua, improvvisamente nella “sua” terra, e questo dimostra che il Cagliari sta facendo qualcosa di importante quest’anno. L’ho sentito prima ancora che l’idea di tornare a Cagliari (in prestito secco) fosse una realtà, mi ha detto le solite cose, quelle che mi disse quando venni la prima volta a Gennaio.

L’approccio ad una nuova stagione per me non cambia, io sono sempre lo stesso, prima di tutto viene la professionalità, il fatto che si ricordino di te come una persona a modo, ma anche come un gran lavoratore è positiva.

Per domenica col Brescia fisicamente sono pronto e a disposizione del Mister il prima possibile, le scelte non le faccio io, noi tutti stiamo lavorando per far si che il Cagliari renda al meglio.

Come ho detto a Gennaio a qui non mi sento di passaggio, penso di averlo dimostrato nelle partite giocate l’anno scorso, i tifosi mi hanno sempre dato tanto, l’importante è sapersi comportare.

Per un tifoso vedere un calciatore uscire dal campo distrutto, che da tutto finché gli reggono le gambe, è una soddisfazione a prescindere dagli errori. Io non sono cambiato in questi sette mesi, a parte che non ho più 19 anni ma 20, certo, sono diventato più uomo, sono arrivato che ero un ragazzo, sono venuto via da ragazzo più maturo.

Mi hanno insegnato tanto sia i compagni, sia il Mister, sia il DS Carli , sia il “Pres”, mi sento cambiato ma ancora giovane, il mio bagaglio personale è aumentato molto

 

Alessandro Agostini:

Alla sua età non ero così bravo, è un ragazzo che in prospettiva è uno dei più forti in Italia.

Coi ragazzi si cerca di inculcare l’attaccamento alla maglia come quando giocavo e lo facevamo sia io che altri compagni (Conti, Cossu, Pisano).

Dare un’impronta di appartenenza a chi indossa questa maglia è fondamentale.

E’ stato fatto un mercato molto importante e vedendo le qualità di ogni singolo giocatore questo Cagliari è il più forte (sulla carta) degli ultimi dieci anni, questo mi piace come segnale perché i suoi tifosi lo meritano.

La mia maglia (31) Luca la può prendere se vuole, forse è un numero che non piace tanto, la storia è che in tutte le squadre si poteva scegliere il numero che si voleva, qua non si poteva (Cellino e la sue scaramanzie).

Dopo la presentazione alla stampa, Luca è stato ad uno dei tre negozi sociali presenti in città per un bagno di folla coi tifosi:

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