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La nostra intervista esclusiva all’ex giocatore di Pisa, Inter e Paok Mirko Taccola

Abbiamo intervistato l’ex giocatore di Pisa, Inter e Paok tra le altre, Mirko Taccola, pisano DOC, San Siro nel destino dell’ex giocatore nerazzurro.

Hai terminato la tua carriera di calciatore?

Non mi sono ancora ritirato, ancora gioco a Bozzano in seconda categoria, siamo messi maluccio in classifica.

Dicci della tua esperienza a Pisa

Ho esordito in Serie a nella stagione 88/89 contro l’Inter dei record a San Siro, giocai anche la domenica dopo contro la Sampdoria, poi mi sono trasferito a Terni. L’esordio mi è rimasto impresso, mi ricordo di un fatto curioso che non ho mai raccontato in precedenza.  Si fece male Bernazzani nel primo tempo e Bolchi mi disse di iniziarmi a scaldare era la fine del primo tempo. Mentre andavo a spogliarmi Adolfo Anconetani mi diceva di muovermi, mi tirava la tuta e nel tirarmi la tuta mentre stavo salendo i gradini per entrare in campo inciampai e cascai per terra, fu una cosa veramente comica. Si vinceva 1-0 grazie ad una rete proprio di Bernazzani, io marcai Serena ma poi perdemmo 4-1. Poi sono andato a Terni e Pescara dove ho conosciuto mia moglie. A Pescara avevo come allenatore Mazzone, nelle prime dieci partite ero titolare, poi arrivò Galeone e non giocai più.

Poi la Serie B a Pisa.

La prima partita in B fu un trauma per me, contro la Casertana  perdemmo 3-1 feci una pessima partita e fui fischiato dallo stadio. Fu una giornata per me dura da superare, poi nel tempo rientrai nel derby a Lucca e da li non uscii più. Quella era una squadra forte che meritava la Serie A, poi perdemmo il Derby in casa contro la Lucchese e li ci fu il tracollo.

L’esperienza con l’Inter.

Inizia la stagione con il Pisa, c’erano molte squadre interessate a me, poi per far contento mio padre tifoso nerazzurro scelsi l’Inter. Mio padre era felicissimo quel giorno, poi andai a Lucca, Palermo e Napoli.

Come ti sei trovato al Paok Salonicco.

Ero disoccupato dopo l’esperienza alla Lucchese, ero a Coverciano a fare la preparazione con la squadra dei disoccupati e mi contattò il mio procuratore che m propose il passaggio al Paok. Il Paok all’epoca era nelle Coppe europee e decisi di partire, io sono stato il primo italiano a giocare in Grecia e li è nato un amore incredibile, un’annata fantastica anche se l’inizio fu difficile. Il tifo è caldo a dire poco. Sono andato due anni fa a vedere il Paok a Firenze con mia figlia ed eravamo gli unici due italiani che tifavano Paok.

Cosa ti senti di dire agli italiani.

E’ inutile inventarsi le cose, io mi attengo a quello che mi viene chiesto. Non esco da 17 giorni, l’unica cosa da fare è di restare a casa ed aspettare. Capisco che è difficile, il dopo potrebbe essere anche peggio ma spero di no.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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