Il Napoli di Antonio Conte con riesce a continuare il percorso in Champions League. Vince il Chelsea.
In questo periodo di grande emergenza per gli infortunati e i diversi risultati negativi Conte può disporre di pochissimi calciatori, ma rispetto alla sconfitta di Torino decide opportunamente di fare giocare Olivera al posto di Gutierrez. La squadra campione del mondo in questa stagione non sta brillando, e ha cambiato pure allenatore, passando da Maresca a Rosenior, ma può disporre ancora di un parco di calciatori di notevole qualità che spesso mette in difficoltà il Napoli, che però ha il merito di non disunirsi dopo l’ennesimo episodio sfavorevole subito nel primo tempo. Infatti il rigore non è sembrato così limpido perché il tocco di braccio di Jesus sulla punizione dal limite degli inglesi poteva essere ritenuto assolutamente involontario, anche perché la palla è rimbalzata prima su un’altra parte del corpo del difensore brasiliano.
Meret indovina l’angolo, ma non riesce ad intercettare la conclusione dell’argentino Enzo Fernandez dal dischetto. Il redivivo portiere campione d’Italia rispetto alla gara di Torino è sembrato più reattivo, soprattutto quando evita poco dopo il raddoppio con una tempestiva uscita. La squadra di Conte riesce a riprendere quota grazie ad un’altra ottima prestazione di Vergara, che con una splendida azione personale trova il gol del pareggio con una precisa conclusione in area da posizione defilata e dopo essersi liberato splendidamente dalla morsa dei difensori avversari. È significativo che il gol del raddoppio di Hojlund, bravo ad infilare Sanchez da grande attaccante, avvenga su un assist molto oculato di Olivera, che assieme a Vergara merita la palma di migliore in campo tra i partenopei. Oltre il gol il giovane napoletano imbastisce e conclude anche un’altra azione molto pericolosa, confermando il suo stato di grazia e facendo aumentare il rammarico per lo scarso utilizzo deciso finora da Conte. Pedro sfiora di testa il gol e dopo l’intervallo Rosenior inserisce subito un altro attaccante, Palmer al posto di Pedro Neto, per cercare immediatamente il pareggio, ma la squadra di Londra inizialmente non riesce a concludere in modo efficace. L’allenatore inglese, che al contrario di Conte ha la panchina lunga, decide di fare entrare Chalobah e Gittens al posto di Gutso e Santoso e non è casuale il successivo bel tiro di sinistro da fuori area di Joao Pedro che inganna Meret, per il gol del pareggio. A questo punto Conte decide di fare il primo dei soli tre possibili cambi, non considerando i giovani della primavera in panchina e inserisce Gutierrez al posto di Jesus, con il passaggio alla difesa a quattro e spostando Olivera a fare l’esterno basso.
La partita è bella perché entrambe le squadre giocano per vincere, il Napoli per ottenere i play off e il Chelsea per evitarli, attraverso la qualificazione tra le prime otto direttamente agli ottavi di finale. Questo aspetto deve indurre gli addetti ai lavori dell’ambiente partenopeo ad una seria riflessione sull’enorme numero di calciatori infortunati e la stessa campagna acquisti davvero pochissimo soddisfacente, a prescindere dalla sconfitta di stasera, che interrompe peraltro una lunga imbattibilità interna, e che è determinata dal terzo gol di Joao Pedro, omonimo del vecchio attaccante del Cagliari, autore quindi di una doppietta importante per la sua carriera. In precedenza nel Chelsea è entrato al posto di Estevao Garnacho, a lungo inseguito dal Napoli la scorsa stagione come possibile sostituto di Kvarstdkhelia, mentre Conte inserisce Lukaku e Beukema al posto degli esausti Elmas e Spinazzola, fatto che però non porta nessun scossone positivo in campo. Insomma Conte non fa miracoli e soprattutto non migliora il suo rendimento sempre negativo nella competizione della Champions League con l’eliminazione nella fase a girone unico di un Napoli, che fallisce quindi miseramente un importante obiettivo stagionale.
Non resta che dedicarsi al campionato e alla coppa Italia, ma senza un miglioramento della situazione degli infortunati e qualche rinforzo sul mercato si rischia un finale di stagione mesto come quello successivo al terzo scudetto, vinto da uno Spalletti, che sta portando avanti, proprio assieme a Conte, uno spiacevole spettacolo fatto di dichiarazioni polemiche e successive repliche, tutte francamente evitabili e squalificanti sul piano personale.


