La prima stagione all’Hill Dickinson Stadium si chiude con il più classico dei verdetti per l’Everton: una salvezza tranquilla. Per una tifoseria abituata negli ultimi anni a soffrire fino all’ultimo respiro, il lavoro di David Moyes ha garantito una stabilità fondamentale proprio nell’anno del debutto nel nuovo impianto. Eppure, l’andamento di questo campionato lascia in bocca un retrogusto agrodolce, sospeso tra l’orgoglio per le grandi serate e il rimpianto per ciò che avrebbe potuto essere.
L’illusione d’Europa e il trauma del derby
Ad un certo punto dell’anno, i Toffees hanno smesso di guardarsi alle spalle e hanno iniziato a guardare in alto. La classifica accattivante aveva autorizzato l’ambiente ad accarezzare la pazza idea di alzare l’asticella e lottare concretamente per un piazzamento europeo.
Poi, è arrivato il derby.
La stracittadina contro il Liverpool rimarrà lo spartiacque psicologico della stagione. Una battaglia epica, decisa soltanto al minuto 100 da un gol di Virgil van Dijk. Quella beffa atroce ha avuto sull’Everton l’effetto di un anestetico: una mazzata tremenda che ha spento l’entusiasmo, svuotato il serbatoio mentale del gruppo e spento sul nascere i sogni di gloria.
Ammazzagrandi e arbitro del titolo
Il finale di stagione è scivolato via nell’anonimato, ma il percorso dell’Everton è stato impreziosito da acuti memorabili che hanno infiammato il pubblico del nuovo stadio e non solo:
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La notte dell’Hill Dickinson Stadium: La splendida e netta vittoria contro il Chelsea.
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Le imprese in trasferta: L’esaltante successo nella bolgia di St James’ Park contro il Newcastle.
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La notte del cuore: L’epica vittoria in dieci uomini a Old Trafford contro il Manchester United, una prova di pura resilienza d’altri tempi.
E non è tutto. C’è anche la firma d’autore dell’Everton sulla corsa al titolo: il pareggio strappato contro il Manchester City, un risultato che è costato carissimo a Pep Guardiola e che, di fatto, ha tolto lo scudetto dalle mani dei Citizens.
Un futuro da scrivere
Il sipario cala su un finale di stagione forse un po’ troppo amaro e spento rispetto alle premesse di metà percorso. Ma se l’obiettivo principale era inaugurare la nuova era all’Hill Dickinson Stadium senza lo spettro della retrocessione, Moyes ha ampiamente superato l’esame. Le basi solide ci sono; ora si tratta di capire se quel sogno europeo rimasto a metà sia stato solo un brivido passeggero o il primo passo per tornare grandi.


