Esistono calciatori che segnano gol e calciatori che dipingono traiettorie. Fabio Quagliarella, nato a Castellammare di Stabia il 31 gennaio 1983, appartiene di diritto alla seconda categoria. Con l’annuncio del suo ritiro ufficiale, avvenuto nel novembre 2023, il calcio italiano ha salutato uno dei suoi interpreti più poetici e longevi.
Cresciuto nelle giovanili del Torino, Quagliarella ha attraversato oltre due decenni di calcio professionistico indossando maglie prestigiose come quelle di Udinese, Napoli, Juventus, Torino e Sampdoria. Proprio con i blucerchiati ha vissuto una “seconda giovinezza” incredibile, laureandosi capocannoniere della Serie A nella stagione 2018/2019 con 26 reti all’età di 36 anni, superando fuoriclasse del calibro di Cristiano Ronaldo.
In quella stessa stagione, Fabio ha eguagliato lo storico record di Gabriel Batistuta, andando a segno per 11 partite consecutive in campionato. Con 182 gol totali, si è posizionato al 14° posto nella classifica marcatori all-time della Serie A, entrando di diritto nell’Olimpo del calcio italiano.
Se il calcio fosse una pinacoteca, i gol di Fabio Quagliarella ne sarebbero i quadri d’autore. Ma per i tifosi della Sampdoria, il numero 27 non è stato solo un realizzatore di prodezze balistiche: è stato l’uomo della rinascita, il capitano che ha messo la faccia nei momenti bui e il simbolo di un’appartenenza che va oltre il rettangolo verde.
I Numeri di una Leggenda
I dati raccontano solo una parte della sua grandezza, ma sono impressionanti:
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Capocannoniere della Serie A: Nella stagione 2018/19, a 36 anni, vince la classifica marcatori con 26 gol, superando giganti come Cristiano Ronaldo.
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Il Record di Batistuta: Sempre in quella stagione, eguaglia il record di Gabriel Batistuta segnando per 11 partite consecutive.
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Oltre 100 reti: Con la maglia della Sampdoria ha superato la storica soglia dei 100 gol totali, entrando nell’Olimpo dei bomber doriani accanto a Vialli e Mancini.
Il ritiro dal calcio giocato, annunciato ufficialmente nel novembre 2023 dopo la dolorosa retrocessione del club, non ha scalfito il suo mito. Oggi, nel 2026, Quagliarella rimane la “bandiera” per eccellenza: un punto di riferimento etico per i giovani e un ospite fisso nel cuore della Gradinata Sud. Le sue lacrime a Marassi nell’ultima partita sono l’immagine simbolo di un calcio che, nonostante il business, sa ancora produrre eroi fedeli.


