Prima di diventare l’allenatore sanguigno e carismatico che oggi guida il Pescara, Giorgio Gorgone è stato un calciatore di sostanza, un fedelissimo della Serie B e un uomo d’ordine che ha calcato i campi più caldi d’Italia. La sua carriera è il ritratto perfetto del calcio degli anni ’90 e 2000: sudore, appartenenza e una costante resilienza.
Gli esordi: Dal sogno Inter alla gavetta romana
Il viaggio di Gorgone inizia nel 1994 nella sua Roma, con la maglia della Lodigiani in Serie C1. È un battesimo di fuoco: appena aggregato alla prima squadra, vive l’emozione della convocazione nella sfida di Coppa Italia contro l’Inter, un confronto che segna indelebilmente l’inizio del suo percorso professionistico. In quattro stagioni alla Lodigiani, Gorgone impara l’arte della lotta, culminata con la sofferta salvezza ottenuta ai play-out contro la Turris nel 1998.
L’ascesa e il “Miracolo Chievo”
Il salto di qualità arriva con il passaggio alla Lucchese in Serie B, categoria che diventerà la sua casa elettiva. Dopo una parentesi all’Alzano Virescit, Gorgone entra a far parte di una delle favole più belle del calcio italiano: il Chievo Verona di Delneri. Nella stagione 2000-2001, partecipa alla storica promozione dei clivensi in Serie A, contribuendo a scrivere la prima pagina del “Miracolo Chievo”.
Piazze calde: Cagliari, Pescara e l’amarezza di Perugia
La carriera di Gorgone prosegue in piazze dal blasone importante. Veste la maglia del Cagliari e poi quella del Pescara (2003-2004), un primo incontro con i colori biancazzurri che si chiude con una retrocessione, poi sanata dal ripescaggio.
Nel 2004 approda al Perugia di Gaucci. È una stagione di altissimo livello: il Grifo chiude al 3° posto, ma il sogno del ritorno in Serie A svanisce nella finale play-off. Quel dolore sportivo viene raddoppiato dal fallimento della società umbra a fine campionato, che lascia Gorgone svincolato nonostante l’ottima annata disputata.
La bandiera di Trieste: Sei anni di cuore e polmoni
L’ultima, lunga tappa del suo percorso agonistico è a Trieste. Dal 2005 al 2011, Gorgone diventa un pilastro della Triestina. In sei stagioni all’Alabarda, vive ogni sfumatura del calcio: stagioni di stabilità, la delusione di una retrocessione seguita dal ripescaggio (nel 2010), fino all’ultimo atto nel 2011. Dopo la seconda discesa consecutiva in Lega Pro, Giorgio decide di appendere gli scarpini al chiodo, chiudendo una carriera fatta di oltre un decennio vissuto in trincea a centrocampo.


