Ibra forse si starà mangiando le mano guardando la sua Svezia volare ai quarti di finale senza di lui, ma orma è tardi per rimpiangere le scelte fatte. Una partita brutta, noiosa ma, a conti fatti, i gol sono le cose veramente importanti ed è uno quello che conta, quello Forsberg, per andare ai quarti ed affronta ed il Belgio di Mertens e Lukaku.

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Il primo tempo è  equilibrato nell sua sua insipidezza ma, a sorpresa, la partita la fa la Svezia che però sotto porta si emoziona e sbaglia ogni cosa, soprattutto con Ekdal. L’ex Cagliari se ne mangia uno di una semplicità inaudita mentre Berg dopo aver sparato in curva una facile conclusione prova a farsi perdonare ma trova sulla sua strada super Sommer che vola e mette in angolo. Gli elvetici ci provano ma con meno convinzione, un paio di testate alte di Zuber e qualche sporadica conclusione da fuori, murata dalla difesa.

Il secondo tempo è, se possibile, ancora più noioso del primo. Gli svizzeri di Petkovic sembrano più propositivi, ma concludono poco verso la porta e gli svedesi ancora meno.
Ma a passare in vantaggio sono proprio loro con Forsberg al 66′. L’azione nasce per caso, il suo tiro è fiacco e centrale ma arriva la deviazione decisiva di Akanji che manda la palla nell’angolino alto della porta e spiazza Sommer. Petkovic inserisce Embolo per ribaltare la partita o almeno pareggiarla ma la Svezia si chiude, e gli svizzeri non sanno veramente che pesci pigliare.
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Anzi la Svezia sfiora il raddoppio in pieno recupero e Lang si becca il rosso dopo aver atterrato Thelin al limite dell’area – con intervento della Var che corregge Skomina che aveva dato precedentemente rigore e porta a casa l’impresa, proprio nell’anno in cui Ibra non c’è più. Sarà un caso? Io non credo.
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