Il ruggito oltre il rumore: perché questo 1-1 è il manifesto della Juve Stabia di Abate


C’è un’immagine che resta impressa dopo l’1-1 tra Juve Stabia e Catanzaro: il volo di Pigliacelli nel recupero sulla conclusione a botta sicura di Maistro. Un istante che separa il “bersaglio grosso” da un pareggio che, per come è maturato, somiglia a una beffa. Ma fermarsi al rimpallo sfortunato che ha premiato Di Francesco all’88’ sarebbe un errore imperdonabile.

Perché la Juve Stabia vista al “Menti” non ha giocato solo contro un avversario di valore, ma contro i fantasmi di una settimana difficilissima, segnata da quei fatti extracampo che avrebbero potuto svuotare le gambe e la testa di chiunque. Invece, le Vespe hanno risposto con la moneta più preziosa: la generosità.

La forza del gruppo, la luce di Mosti

Il calcio è fatto di momenti, e quello di Mosti è un momento di grazia assoluta. La sua sassata al 17′ non è stata solo tecnica e potenza, ma un segnale di leadership. È lui l’anima di una squadra che ha saputo soffrire, aggrappandosi all’istinto di un Confente sempre presente e alla saggezza tattica di un Varnier entrato per alzare la diga.

Certo, ci sono le note dolenti. C’è un Gabrielloni che lotta ma non incide, quasi vittima di un incantesimo che gli nega il gol; c’è un Torrasi meno lucido del solito e un Cacciamani che, pur ordinato, non ha trovato il guizzo “da like” a cui aveva abituato la piazza. Ma nel bilancio totale, questi appunti sbiadiscono di fronte al sacrificio di Pierobon e alla voglia dei subentrati.

Resta il rammarico per quel contatto su Okoro nell’area giallorossa. Poteva essere il colpo del KO, è stato invece l’inizio di un finale di sofferenza. Ma è proprio in questi episodi che si misura la crescita di un gruppo. La Juve Stabia di Ignazio Abate ha dimostrato di avere pelle dura e cuore grande.

Nonostante la beffa finale, questo pareggio non chiude porte, ma spalanca una finestra importante sul sogno play-off. Se le Vespe sono queste – capaci di isolarsi dal rumore esterno per trasformare la tensione in energia agonistica – allora Castellammare può continuare a sognare in grande. Il “Menti” ha visto una squadra che non si arrende, che cade per un rimpallo ma si rialza subito per sfiorare il colpaccio al 94′.

Questo 1-1 non è un traguardo, è un punto di ripartenza. E con questo spirito, il bersaglio grosso è solo questione di tempo.

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