Una notte destinata a rimanere scolpita a lungo nella storia del calcio elvetico. Al termine di una battaglia estenuante durata 120 minuti, la Svizzera supera la Colombia ai calci di rigore per 4-3 (0-0 dopo i tempi supplementari) e strappa il pass per i quarti di finale dei Mondiali 2026. La selezione di Murat Yakin spezza così una maledizione che durava dal lontano 1954, anno in cui ospitò la rassegna iridata, tornando tra le migliori otto squadre del pianeta. Ora l’ostacolo sulla strada per la gloria sarà l’Argentina di Lionel Messi.
Equilibrio e legni nei 120 minuti
La partita, disputata nella calda cornice del BC Place di Vancouver davanti a una marea di tifosi colombiani, si dimostra sin da subito bloccata e tattica. Nel primo tempo è la Colombia ad assumere le redini del gioco, spaventando la Svizzera al 21′ con un gran tiro a giro di Gustavo Puerta sventato da un miracoloso volo di Gregor Kobel. La risposta elvetica arriva alla mezz’ora con Fabian Rieder, la cui conclusione impegna Camilo Vargas in tuffo.
Nella ripresa le emozioni latitano e la stanchezza comincia a farsi sentire, trascinando inesorabilmente il match ai tempi supplementari. È qui che l’inerzia sembra premiare i Cafeteros: al 99′ il difensore Jhon Lucumí svetta più in alto di tutti su azione d’angolo ma la sua micidiale incornata si stampa contro la traversa. Poco più tardi, al 114′, la grande occasione capita sui piedi di Jaminton Campaz che, tutto solo davanti a Kobel dopo un pasticcio difensivo di Xhaka, spara incredibilmente alto.
La lotteria dei rigori: Kobel e Ruben Vargas firmano la storia
Senza reti dopo il fischio finale dell’arbitro Barton, il verdetto viene affidato ai calci di rigore. La sequenza inizia sotto il segno della precisione con Juan Fernando Quintero e Granit Xhaka a segno. Il primo colpo di scena arriva al secondo penalty della Colombia, con il capitano Davinson Sánchez che colpisce in pieno la parte inferiore della traversa. La Svizzera ne approfitta con Zeki Amdouni, ma poco dopo Manuel Akanji manda alto il pallone del possibile break.
Il timone del match torna saldo nelle mani svizzere quando Kobel ipnotizza il Cucho Hernández, neutralizzando il suo tiro. Cedric Itten e Luis Díaz non tremano, lasciando l’onere del penalty decisivo a Ruben Vargas. L’esterno rossocrociato mantiene la freddezza necessaria e spiazza il portiere omonimo Camilo Vargas, facendo esplodere la gioia della panchina elvetica.
La favola della Svizzera continua, mentre la Colombia abbandona il Mondiale tra i rimpianti per non aver sfruttato le nitide occasioni nel finale.


