Era il 29 marzo 1986, una di quelle giornate in cui l’aria di primavera cominciava a farsi sentire. Si giocava la nona giornata di ritorno e a Castellammare di Stabia arrivava il Frosinone. Per chi c’era, quella non fu una partita qualunque, ma il palcoscenico di un uomo solo al comando: Marcello Prima.
La Juve Stabia di quegli anni era una squadra di carattere, capace di infiammare una piazza che vive di pane e calcio. , le “Vespe” decisero di regalare una giornata decisamente amara ai ciociari.Il punteggio finale recitò un perentorio 3–1, ma il tabellino, a guardarlo bene, sembrava quasi un monologo.Il Frosinone provò a restare in partita, segnando il gol della bandiera, ma la superiorità tecnica e fisica dei gialloblù fu evidente per tutti i novanta minuti. Marcello Prima, con quella maglia numero nove che sembrava cucita addosso, confermò di essere l’idolo indiscusso della tifoseria, un attaccante capace di sentire la porta come pochi altri nella categoria.na data, quella del 29 marzo ’86, rimasta scolpita negli almanacchi del calcio stabiese.


