Ci sono pomeriggi in cui il verdetto del campo non si limita a consegnare tre punti all’avversario, ma sembra quasi tracciare un destino. Il 24 agosto 2013 è, nella storia della Juve Stabia, il giorno in cui si aprirono le porte di un vero e proprio anno di passione. Al debutto nel campionato di Serie B 2013/2014, le Vespe si presentarono sul prestigioso palcoscenico dello “Stadio Adriatico” contro il Pescara, uscendo dal campo con un pesantissimo e inappellabile 3-0.
Davanti a una cornice imponente di oltre 12.000 spettatori, la sfida – diretta dall’arbitro Mariani di Aprilia – si rivelò fin da subito un monologo abruzzese, un incubo a occhi aperti che avrebbe purtroppo fatto da tragico prologo a una stagione disastrosa, culminata con la retrocessione in Serie C.
Il film del match: l’uragano biancazzurro travolge le Vespe
L’avvio di gara per la Juve Stabia è uno shock dal quale la squadra non riuscirà più a riprendersi. Dopo appena sette minuti di gioco, il talento uruguaiano Gaston Brugman trova il varco giusto per sbloccare il punteggio, costringendo i gialloblù a inseguire fin dalle primissime battute.
Le Vespe barcollano e il Pescara ne approfitta spietatamente, spinto da un ispiratissimo Riccardo Maniero. L’attaccante biancazzurro sale in cattedra al 22′ firmando la rete del raddoppio e, proprio a un soffio dall’intervallo, al 44′, concede il bis personale con la doppietta che chiude virtualmente i giochi prima ancora del rientro negli spogliatoi.
La ripresa si trasforma così in una pura formalità. Il 3-0 finale fotografa la netta superiorità di un Pescara troppo più forte, ma rappresenta soprattutto un rumoroso campanello d’allarme per la Juve Stabia. Un avviso di tempesta che, purtroppo, non fu ascoltato a dovere, dando il via a una delle annate più dolorose della storia calcistica di Castellammare.


