Ci sono legami che il tempo, le categorie e partite sul campo che non possono scalfire nulla. La conferma più bella si è avuta in occasione del Memorial “Catello Mari”, nella sfida tra Cavese e Juve Stabia: un evento già carico di memoria ed emulazione sportiva, reso ancora più emozionante da un fuoriprogramma che ha scaldato il cuore di tutti i presenti.
Clemente Filippi, oggi Direttore Generale della Cavese ma stabiese doc, si è reso protagonista di un momento di autentica commozione sotto il settore ospiti. Appena si è avvicinato ai tifosi gialloblù giunti da Castellammare, dal settore è partito un lungo e scrosciante applauso, ricambiato con trasporto dal dirigente.
Possiamo dirlo senza timore di smentita: i tifosi della Juve Stabia non hanno mai dimenticato Clemente, e Clemente non ha mai dimenticato la sua Juve Stabia.
Nonostante il ruolo di responsabilità alla guida del club metelliano, Filippi incarna un senso di appartenenza viscerale alla sua terra d’origine. Quel gesto, maturato proprio nel nome di Catello Mari – figura che unisce nel ricordo l’intera comunità calcistica campana – ha travalicato i colori sociali:
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Il rispetto per la storia: Un riconoscimento spontaneo da parte della tifoseria stabiese verso chi ha sempre dimostrato attaccamento e professionalità per la propria città.
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I valori dello sport: L’immagine del DG blufoncè riabbracciato idealmente dalla sua gente sottolinea come la passione calcistica sappia regalare pagine di grande inciviltà e fair play.
Un applauso intenso, sincero, che racconta una storia di stima reciproca mai tramontata. Il Memorial Catello Mari ha ritrovato così il suo spirito più autentico: unire nel ricordo e celebrare la passione per il calcio, oltre ogni campanilismo.


