Dopo la sconfitta interna contro il Pescara l’Avellino ha vissuto una fase di “fanta allenatore” visto l’esonero di Raffaele Biancolino un momento decisamente caldo e ricca di colpi di scena. Sembrava fatta per Guido Pagliuca, poi iniziava a prendere quota il nome di Fabio Caserta, poi quello di Dario Marcolin e quando tutto sembrava fatto per Pagliuca ecco il colpo di scena:
Avellino 1912 ha scelto l’esperienza e la concretezza di Davide Ballardini per raddrizzare una stagione fin qui turbolenta. Il tecnico ravennate, classe 1964, torna in panchina dopo l’ultima parentesi al Sassuolo, firmando un contratto che lo legherà ai lupi fino al 30 giugno 2026.
L’arrivo di Ballardini rappresenta una vera e propria sterzata strategica della società irpina, che dopo l’esonero di Raffaele Biancolino ha deciso di puntare su un profilo di categoria superiore per risalire la china in Serie B.
Davide Ballardini non è un nome qualunque. Soprannominato spesso “l’uomo della provvidenza” per la sua capacità di subentrare in situazioni critiche e traghettare le squadre verso la salvezza, porta in dote un bagaglio tecnico notevole esperienze importanti alla corte di Genoa e Palermo senza dimenticare anche la Lazio. I Lupi Irpini giocheranno la prima di Ballardini in casa contro la Juve Stabia, ennesimo colpo di scena o del caso in questo periodo dove cose da raccontare sicuramente ne sono successe.
Esordire in un derby campano è un’arma a doppio taglio, ma il tecnico ravennate è un maestro nel gestire la pressione delle piazze calde.


