È una Juve Stabia di Ferro ad Avellino


La sera al Partenio-Lombardi profuma di attesa e tensione elettrica. Non è una partita come le altre, e lo si capisce dal primo soffio di fischietto. Il derby tra Avellino e Juve Stabia si apre sotto il segno del coraggio, ma si chiude celebrando la solidità di due difese che oggi non avevano alcuna intenzione di cedere il passo.Sono passati appena 180 secondi quando lo stadio trattiene il respiro. Una punizione telecomandata spiove nel cuore dell’area irpina: Dalle Mura stacca con i tempi del grande saltatore, la palla sembra destinata a gonfiare la rete, ma è qui che il derby trova il suo primo eroe. Daffara si lancia in un volo plastico, quasi irreale, strozzando in gola l’urlo dei tifosi ospiti. È il segnale: per segnare oggi servirà qualcosa di straordinario.L’Avellino incassa il colpo, si scuote e inizia a macinare gioco. Tra il 37′ e il 42′, i padroni di casa cingono d’assedio il fortino delle Vespe. Insigne agita la bacchetta magica e al 40′ pesca Biasci con un lancio che taglia in due la difesa. L’attaccante si ritrova solo davanti a Boer, il tempo sembra fermarsi mentre tenta il pallonetto della gloria, ma la sfera maledetta scavalca il portiere e anche la traversa, spegnendo l’entusiasmo dei gradoni.

Pochi minuti dopo è ancora Insigne a cercare la copertina con un bolide dalla distanza che sibila verso l’incrocio, ma Boer non è da meno del collega Daffara: vola, devia e manda tutti negli spogliatoi sullo 0-0.Il secondo tempo è una battaglia tattica. Gli allenatori rimescolano le carte: entrano i pesi massimi Patierno e Russo per l’Avellino, rispondono i giovani Okoro e Pierobon per la Juve Stabia. La mediana diventa un terreno di conquista dove Leone mette ordine con la calma dei veterani, mentre Diakité si conferma un gigante insuperabile per chiunque provi a passare dalle sue parti.

Ma il destino ha conservato l’ultima emozione per i titoli di coda. Minuto 92: il pallone danza al limite dell’area, il neo-entrato Kumi si coordina in un fazzoletto e scaglia un destro al volo che sembra l’epilogo perfetto. Lo stadio si alza in piedi, la palla sfiora il palo di un soffio e si perde sul fondo, portando con sé le ultime speranze di vittoria.Al triplice fischio, il Partenio si congeda con un pareggio che sa di rispetto reciproco. L’Avellino mastica un po’ amaro per non aver vinto mentre la Juve Stabia si gode una prestazione di grande personalità. È uno 0-0 che non regala goal, ma che consolida le certezze: le difese sono d’acciaio, la classifica sorride a piccoli passi, e il derby campano si conferma, ancora una volta, una terra per uomini duri.

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