Un avvio di campionato a trazione posteriore, almeno dal punto di vista del calendario. La Juve Stabia di Pietro De Giorgio archivia la trasferta di Palermo attingendo al serbatoio dei segnali positivi: l’1-0 incassato al “Barbera” ha certificato una sconfitta indolore sul piano dell’orgoglio, maturata al cospetto di una delle candidate al salto di categoria. La prestazione c’è stata, ma il tabellino non aspetta: il percorso delle Vespe prosegue in salita e mette subito sul piatto un altro ostacolo di dimensioni extra-large.
La seconda fermata della stagione porta infatti i gialloblù dritti al “Luigi Ferraris” di Genova per incrociare i guantoni con la Sampdoria.
La bussola di De Giorgio: ripartire dalla prestazione
Incasellare due trasferte del genere nei primi 180 minuti rappresenta un banco di prova viscerale. La truppa di De Giorgio ha evidenziato in terra siciliana una spina dorsale solida, capace di reggere l’urto della pressione senza disunirsi.
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La risposta del gruppo: La reazione mostrata a Palermo conferma un’identità precisa, fatta di densità e ripartenze veloci.
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Margine d’errore zero: A Marassi la soglia d’attenzione dovrà alzarsi ulteriormente; contro l’organico blucerchiato ogni minimo errore rischia di trasformarsi in una condanna.
L’obiettivo a Marassi
Affrontare la Sampdoria a domicilio richiede un mix di cinismo e sfacciataggine. Per le Vespe non si tratta soltanto di cercare il primo acuto in classifica, ma di confermare la propria dimensione competitiva in un girone di Serie B che non concede sconti. Uscire indenni dal Ferraris metterebbe benzina pura nel motore della Juve Stabia, trasformando i complimenti di Palermo in moneta pesante per il prosieguo del campionato.


