La festa sembra essere finita, o almeno interrotta bruscamente. Quella Juve Stabia che fino a poche settimane fa incantava la Serie B, guardando dall’alto corazzate e nobili decadute, oggi si scopre fragile, stanca e paurosamente smarrita. I dati non mentono e raccontano una realtà che il successo esterno di Empoli – che oggi sembra appartenere a un’altra era geologica – aveva solo mascherato.
Dalla trasferta vittoriosa in terra toscana, la luce si è spenta. Nelle ultime cinque uscite, le Vespe hanno racimolato la miseria di due punti, frutto di pareggi stentati e sconfitte dolorose come l’ultima di Mantova. È una media punti che, se proiettata su un intero campionato, condannerebbe qualsiasi squadra alla retrocessione diretta senza passare nemmeno dai playout.
A spaventare i tifosi e lo staff tecnico di Ignazio Abate è soprattutto l’inversione di tendenza statistica:
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Difesa tenera 7 goal subiti in 5 partite. Quella solidità che era il marchio di fabbrica del “Menti” è svanita, lasciando spazio a ingenuità individuali e blackout collettivi.
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Attacco anemico: Solo 3 reti messe a segno nello stesso arco di tempo. Senza la verve dei trequartisti e con Cacciamani spesso troppo isolato (e ora anche squalificato), la manovra è diventata prevedibile e lenta.Se la tattica piange, l’infermeria non ride. La questione infortuni è passata da semplice sfortuna a vero e proprio nodo strutturale. La Juve Stabia sta pagando a carissimo prezzo questa dinamica. Abate si trova ogni settimana a dover fare la conta e questa è una situazione che andrebbe approfondita perchè adesso la lista inizia ad essere praticamente lunghissima.
Il match contro la Carrarese non è più “una bella sfida tra rivelazioni”, ma diventa un esame. Con il morale non elevato e le assenze pesanti di Pierobon e Cacciamani, le Vespe devono ritrovare quella fame che le ha rese grandi. A proposito di assenze.


