C’è un’immagine che più di tutte racconta il pareggio tra Juve Stabia e Carrarese: i guantoni di Alessandro Confente che volano da un palo all’altro del “Menti”. Dopo il periodo di stop forzato per infortunio, il numero uno delle Vespe è tornato a riprendersi il suo posto, dimostrando in novanta minuti perché la sua titolarità non sia mai stata in discussione.
Non era facile rientrare in una partita così delicata, ma Confente ha cancellato ogni dubbio sulla sua condizione fisica sin dai primi minuti. Non è stata solo una questione di riflessi, ma di presenza. Il portiere ha trasmesso una sicurezza palpabile a tutto il reparto difensivo: le sue chiamate, le uscite sicure e la gestione della difesa hanno permesso a Diakité e compagni di giocare con maggiore tranquillità nel primo tempo.
Il momento della verità è arrivato nella ripresa, quando la Carrarese ha alzato il ritmo cercando il colpaccio. Al 55′, Confente ha strozzato in gola l’urlo dei toscani con un intervento plastico e pesantissimo su una conclusione a botta sicura di Zuelli. Una parata d’istinto puro, di quelle che valgono quanto un goal segnato e che mantengono la squadra mentalmente in partita nel momento di massima sofferenza.Il destino, però, ha voluto negargli il “clean sheet” nel giorno del rientro. La beffa è arrivata dagli undici metri: sul rigore di Torregrossa, l’esecuzione dell’attaccante ospite è stata così glaciale e precisa da rendere vana ogni intuizione del portiere. È stato, di fatto, l’unico modo possibile per superarlo in una serata in cui Confente sembrava aver abbassato la saracinesca su ogni conclusione dal campo. La Juve Stabia deve rinviare ancora una volta l’appuntamento con la vittoria ma il portiere sicuramente si prende gli applausi come uno dei migliori in campo.


