Juve Stabia vespe promosse al Barbera
Confente 6: Ha interpretato il match con una mentalità proattiva, uscendo spesso a valanga per chiudere lo specchio. In un ambiente come quello di Palermo, restare incollati alla linea di porta significa soccombere; lui ha scelto di aggredire la partita.Il “Barbera” non lo ha intimidito. Promosso.
Giorgini 7: Ha giocato una partita di un’intelligenza tattica superiore. Mentre intorno a lui la pressione del Palermo saliva, lui è rimasto lucido. Ha effettuato almeno tre chiusure decisive in area piccola, leggendo in anticipo le traiettorie dei cross radenti che sono il marchio di fabbrica dei rosanero.
Dalle Mura 6.5: In un match di questo tipo, la generosità non è solo correre tanto, ma saper soffrire nei momenti in cui la squadra non riesce a risalire il campo. Il numero 14 non ha mai perso la calma, diventando il riferimento calmo e sicuro per i compagni di reparto e non solo.
Diakite 6: Tornare al “Barbera” da avversario richiede una corazza spessa. Diakite ha dimostrato di averla: non si è lasciato condizionare dall’ambiente, giocando con la solita fisicità ma aggiungendo un pizzico di prudenza che non guasta mai.
Leone 7: Dopo l’errore dal dischetto contro il Modena a firma di Gabrielloni si prende lui la responsabilità e dalla lunetta non sbaglia. Nel mezzo una partita di eleganza quando si può ma anche di sacrificio e cuore, il cuore grande di tutte le vespe.
Torrasi 6:Non ha sfigurato nel confronto con il centrocampo di qualità del Palermo, portando a casa una pagella pulita e senza errori gravi. Una base solida su cui costruire il resto della stagione.
Pierobon 6,5: Dimenticare il “pomeriggio nero” di Mantova richiedeva attributi non comuni. Pierobon è entrato in campo con lo sguardo di chi non voleva solo giocare, ma incidere. Ha lottato su ogni pallone vagante, dimostrando che il carattere non gli fa difetto e che l’errore precedente è stato solo un incidente di percorso già archiviato.
Ricciardi 6: ha confermato di essere un giocatore di estrema affidabilità atletica. Non si è mai risparmiato, coprendo chilometri su chilometri per raddoppiare in fase difensiva e proporsi, quando possibile, in avanti. È il classico profilo che “fa legna”, fondamentale per mantenere l’equilibrio della squadra sotto pressione.
Cacciamani 7: È entrato con la cattiveria di chi vuole spaccare il mondo. Sulla corsia laterale ha creato il panico, puntando l’uomo con una continuità che ha mandato in tilt la retroguardia del Palermo., ha costretto i difensori rosanero a rintanarsi. La sua freschezza atletica è stata l’arma tattica che ha permesso alla squadra di risalire il campo nel momento di massima pressione avversaria.
Mosti 7,5: Segnare al Palermo in casa sua, con la pressione dei tifosi addosso e il cronometro che corre, non è per tutti. Mosti ha dimostrato di avere il ghiaccio nelle vene.Il suo goal non è solo un punto in classifica, è un’iniezione di fiducia per tutto lo spogliatoio.
Okoro 6.5: Entra in campo con la stessa foga di chi passa davanti a una gelateria e non sa resistere alla tentazione. Ma al posto del cono, lui punta la porta. Il suo impatto al “Barbera” è immediato e travolgente: si presenta ai difensori rosanero procurandosi il calcio di rigore che riapre i giochi. Un inizio che sa di ciliegina sulla torta.Non è solo corsa, è elettricità pura. Offre alla squadra quella marcia in più che mancava, trasformando ogni pallone recuperato in una transizione rapida. Una prestazione che merita il “mi piace” immediato e, perché no, un bel gelato offerto a fine gara. È stato lui l’ingrediente segreto della serata.
All Abate 7: E’ vero che la vittoria manca da molto tempo ma un punto con le tante assenze preso a Palermo fa classifica, morale e non solo. La salvezza è oramai cosa fatta.
Correia, Carissoni, Varnier e Bellich 6
Kassama SV


