Una Juve Stabia generosa ma tradita dagli episodi e dalla spietatezza del grande ex, Andrea Adorante, cade allo stadio Penzo sotto i colpi di un Venezia arrembante. Nonostante una prova di carattere e i riflessi di un super Confente, le Vespe tornano a casa a mani vuote, pagando a caro prezzo la pressione costante dei padroni di casa.
Primo Tempo: Botta e Risposta, poi il graffio dell’ex
L’avvio è di marca gialloblù: dopo pochi secondi è Bellich a lanciare il “primo sms” del match con un colpo di testa su corner che fa venire i brividi a Stankovic. Il Venezia però non sta a guardare e risponde con le combinazioni tra Doumbia e Busio, mentre la Juve Stabia si rende pericolosa con l’asse Burnete-Okoro, murato da uno Stankovic in giornata di grazia.
Il match si sblocca al 38′ in modo sfortunato per le Vespe: cross di Hainaut e deviazione involontaria di Giorgini, che beffa il proprio portiere Confente per l’autogol dell’1-0. La reazione stabiese è immediata e porta la firma di Carissoni, lesto a ribadire in rete al 45′ dopo l’ennesima parata di Stankovic su Okoro. Sembra il finale perfetto di tempo, ma nel recupero la fuga di Yeboah propizia il gol del 2-1: Confente non trattiene e Adorante deposita in rete il più classico dei gol dell’ex.
Secondo Tempo: Confente para tutto, ma Adorante chiude i giochi
La ripresa si apre con un Confente monumentale. Il portiere stabiese si oppone prima a un tiro ravvicinato di Adorante e poi, al 52′, compie il miracolo parando un calcio di rigore proprio al numero 9 veneziano. La pressione lagunare è asfissiante: Sverko spara una “bomba” dal limite, ma ancora Confente vola a dire di no.
Mister Pagliuca prova a scuotere i suoi con i cambi, inserendo Gabrielloni e Dos Santos per Okoro e Cacciamani. Tuttavia, al 74′, arriva la doccia fredda: su punizione, Adorante svetta di testa e fulmina Confente sul suo palo, firmando la doppietta personale e il 3-1 definitivo. Nel finale, il neo-entrato Dos Santos prova a riaprire la gara con due conclusioni velenose (79′ e 89′), ma la mira imprecisa e l’ultimo intervento di Stankovic fanno calare definitivamente il sipario.


