Confente 6: Se la Juve Stabia rimane in partita fino alla fine, il merito è in gran parte dei suoi guanti. Guida la difesa con personalità e si supera in almeno due circostanze, blindando la porta e tenendo a galla le Vespe nei momenti di massima pressione avversaria. Capitola solo davanti a un pezzo di bravura di Cutrone, su cui francamente non poteva fare nulla di più. Incolpevole.
Giorgini 6: Cresce minuto dopo minuto, badando molto al sodo e concedendo pochissimi spazi sulla sua corsia. Non si fa quasi mai saltare nell’uno contro uno e mantiene sempre la posizione con grande intelligenza tattica, limitando al minimo le folate offensive avversarie. Gara di grande sostanza.
Bellich 6:Solita prestazione di leadership al centro della difesa. Bravissimo nel gioco aereo e puntuale nelle letture preventive, stringe i denti nei momenti di massima pressione della partita. Se la retroguardia regge l’urto per larghi tratti della gara, gran parte del merito va alla sua capacità di guidare i compagni con lucidità.
Dalle Mura 6:Ingaggia un duello ad alta intensità fisica con gli attaccanti avversari, usando il corpo e il tempismo con ottimi risultati. Non trema quando la pressione aumenta, anzi, si esalta nei contrasti e sbroglia un paio di situazioni potenzialmente pericolose in area di rigore. Promosso.
Leone 5,5:Oggi il motore della squadra non gira a meraviglia e lui ne risente particolarmente. Fatica a trovare i tempi giusti per verticalizzare e soffre la densità e il pressing asfissiante degli avversari in mezzo al campo. Si accende solo a sprazzi, ma da uno con le sue qualità e la sua visione di gioco ci si aspetta sempre la giocata in grado di cambiare l’inerzia del match.
Correia 5,5: Si danna l’anima in fase di non possesso, inseguendo gli avversari e provando a fare diga, ma quando c’è da far ripartire l’azione manca della lucidità necessaria. Sbaglia qualche appoggio di troppo non da lui, finendo per farsi risucchiare dal grigiore generale del reparto mediano. Generoso, ma poco efficace.
Mosti 5,5: Dovrebbe garantire il cambio di passo e l’inventiva sulla trequarti, ma si ritrova spesso imbottigliato nel traffico. Cerca la posizione giusta per non dare punti di riferimento, ma i rifornimenti per gli attaccanti arrivano col contagocce. Finisce per girare a vuoto senza riuscire a incidere come vorrebbe.
Cacciamani 5,5: Serata complicatissima per il giovane. Mister Paolo Bianco gli incolla le targhe fin dal primo minuto.Lui ne risente, faticando a difendere il pallone e a far salire la squadra. Ci mette la solita dose di impegno e di polmoni, ma stretto in quella morsa non riesce mai a trovare lo spazio per pungere in zona gol.
Carissoni 6: Decide che non è la serata adatta per le folate offensive e sceglie la via della prudenza. Sulla sua fascia di competenza spinge pochissimo, ma in compenso bada terribilmente al sodo in fase difensiva. Mantiene la posizione con ordine, sbarra la strada quando l’avversario prova a puntarlo e non si prende rischi inutili. Una prestazione solida e di puro servizio.
Maistro 5,5:Ha a disposizione un tempo intero per dare qualità e geometrie alla squadra, ma l’impatto non è quello sperato. Si muove molto a caccia della posizione giusta, ma non trova mai la luce né il varco giusto per ispirare i compagni. Finisce anche lui per adeguarsi al ritmo compassato della mediana, senza riuscire a dare quel cambio di passo che il mister si aspettava da lui.
Okoro 6: Indubbiamente uno dei migliori in campo tra le fila delle Vespe. In una serata difficile per il reparto offensivo, lui non si abbatte e ci mette un’infinitità di corsa, grinta e cuore dal primo all’ultimo minuto. Lotta su ogni pallone vagante, pressa i portatori di palla avversari e prova a dare la scossa con le sue fiammate. Predica un po’ nel deserto, ma il suo atteggiamento da leone è da premiare assolutamente.
All Abate 6: La sua Juve Stabia scende in campo con le idee chiare: la squadra è quadrata, corta e copre bene gli spazi, concedendo il minimo sindacale a un avversario di livello. Il piano tattico regge a lungo, ma il vero limite della serata è la reazione offensiva: il graffio e la vera reazione d’orgoglio arrivano troppo tardi, quando ormai i giochi sono quasi fatti. Resta comunque la prestazione di un gruppo solido e ben organizzato.
Ricciardi, Pierobon, Gabrielloni 6
Zeroli 5,5
Burnete 7: Entra e lascia subito il segno con una giocata d’alta scuola: si inventa un gol bellissimo che gela la difesa avversaria e riapre improvvisamente la partita. Una perla balistica che purtroppo regala solo l’illusione della rimonta alle Vespe, dato che il cronometro scorre troppo velocemente. Resta il rammarico: con quel fiuto del goal, forse avrebbe meritato qualche minuto in più. Peccato.


