Quando il Menti divenne un fortino: il giorno in cui Candellone stese il Modena


Ci sono pomeriggi in cui l’aria di Castellammare profuma di impresa, e quell’ultimo precedente tra Juve Stabia e Modena fu uno di quelli. Fu una partita intensa, vibrante, vinta dalle Vespe grazie a una prova di forza che rimase scolpita nei cuori dei tifosi gialloblù.

L’inizio del match fu un botta e risposta di nervi. Il Modena partì senza timori referenziali, con Santoro che cercò subito di spaventare Thiam scagliando un destro velenoso dalla distanza. Ma la Juve Stabia di quel periodo non si faceva intimorire: al 9’ minuto arrivò la risposta che cambiò l’inerzia della gara. Su un lancio lungo dalle retrovie, Candellone fu rapace: agganciò la sfera, attivò il turbo seminando la difesa ospite e trafisse Gagno, facendo esplodere il “Romeo Menti”.

Il primo tempo proseguì a ondate. Il Modena sfiorò il pari prima con Caldara al 22′ e poi, proprio sul finire della frazione, con un colpo di testa di Ruggero che fece gridare al gol, ma la retroguardia stabiese resistette con le unghie e con i denti.

Nella ripresa, la squadra di Pagliuca rientrò in campo con il desiderio di chiudere i conti. Al 48′, Adorante pennellò una punizione perfetta che però si infranse contro la traversa, strozzando l’urlo dei tifosi. Il Modena, scosso, provò a rispondere ancora con Ruggero, ma al 63′ arrivò il capolavoro che decise la serata. Candellone, in stato di grazia, raccolse un pallone in posizione defilata e disegnò una parabola a giro magistrale, un colpo “alla Del Piero” o “alla Insigne” che si infilò alle spalle del portiere per il 2-0.

Il match sembrò chiuso, ma il Modena ebbe un sussulto d’orgoglio. Al 74′, un calcio di rigore trasformato da Palumbo riaprì la contesa, costringendo Pagliuca a correre ai ripari con una serie di cambi tattici per alzare il muro. Gli ultimi minuti furono di pura sofferenza: al minuto 88 e poi in pieno recupero, Bozhanaj fece tremare lo stadio con una conclusione potentissima che terminò di un soffio sul fondo.

Al triplice fischio, fu liberazione: la Juve Stabia aveva abbattuto i canarini, confermando la legge del Menti.

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