Ci sono calciatori che lasciano il segno per i gol, altri per le giocate spettacolari. E poi ci sono quegli uomini rari che lasciano un solco indelebile nel cuore della gente, capaci di farsi amare prima come persone e poi come atleti. Giuseppe Rizza era esattamente questo. A sei anni dalla sua prematura e dolorosa scomparsa, il suo ricordo non ha perso un briciolo di forza, specialmente a Castellammare di Stabia, una terra che lo ha adottato, coccolato e che oggi continua a piangerlo con la stessa immutata commozione.
La “Freccia di Noto”, come tutti lo chiamavano per quella sua velocità devastante sulla fascia sinistra, se n’è andato troppo presto, a soli 33 anni, lasciando un vuoto che il tempo non è riuscito a colmare. Ma se il dolore per la sua assenza è ancora vivo, lo è altrettanto il patrimonio di affetto e stima che ha saputo seminare durante la sua esperienza con la maglia delle Vespe.
Un calciatore esemplare, un uomo straordinario
I tifosi della Juve Stabia non dimenticano. Non dimenticano le sue corse generose sul polveroso rettangolo verde, il suo spirito di sacrificio, quella determinazione feroce che lo portava a dare tutto se stesso per i colori gialloblù. Rizza in campo era un guerriero leale, un treno imprendibile che incarnava perfettamente l’anima battagliera della piazza stabiese.
Ma il vero capolavoro di Giuseppe è stato fuori dal campo. Castellammare ha saputo scorgere dietro il calciatore l’anima nobile dell’uomo. Umile, solare, sempre pronto a regalare un sorriso o una parola di conforto, Giuseppe aveva una sensibilità rara. Ha saputo integrarsi nel tessuto sociale della città, diventando uno di famiglia per un’intera tifoseria. I supporter della Juve Stabia lo hanno amato per la sua autenticità, per quel modo pulito e sincero di intendere la vita e lo sport.
Il legame eterno con le Vespe
Sei anni sono passati da quel tragico giugno, ma a Castellammare il tempo sembra essersi fermato. Ogni volta che la Juve Stabia scende in campo, c’è un pensiero invisibile ma potente che vola verso l’alto. La curva, lo stadio “Romeo Menti”, le strade della città custodiscono gelosamente la memoria di quel ragazzo venuto dalla Sicilia che aveva il Sud nel sangue e la generosità nel cuore.
Oggi, nel sesto anniversario della sua scomparsa, Castellammare di Stabia si stringe ancora una volta attorno alla famiglia di Giuseppe. La “Freccia di Noto” ha smesso di correre su questa terra, ma la sua corsa continua, fiera e intramontabile, nella memoria di chiunque abbia avuto il privilegio di incrociare il suo cammino e il suo sorriso.


