Ci sono serate in cui il pallone sembra spinto da un’inerzia invisibile ma ineluttabile, dove ogni errore si paga a prezzo d’oracolo e ogni intuizione si trasforma in oro. Il 4-1 con cui il Frosinone ha superato la Juve Stabia in Coppa Italia è lo specchio fedele di una partita vibrante, spettacolare e, a tratti, persino paradossale.
Se il tabellino finale racconta di una vittoria netta ed esaltante dei ciociari, la cronaca del campo restituisce il ritratto di una sfida vissuta sul filo dell’alta tensione, dove il confine tra il trionfo e la delusione si è assottigliato nei primi venti minuti di gioco.
I Legni e l’Incredibile Errore
L’avvio della gara è stato un vero e proprio ottovolante emotivo. Al 9’, Monterisi fa tremare la porta di Boer colpendo un palo clamoroso. Neanche il tempo di disperarsi che, sul ribaltamento di fronte, Candellone si ritrova a galoppare in solitaria verso Palmisani: il gol della gloria è lì, a portata di scarpino, ma l’attaccante ospite firma un’incredibile amnesia cianciando la palla del vantaggio.
Sul corner successivo è Baldi a sfiorare il bersaglio grosso, prima che Monterisi – in stato di grazia offensiva – scagli al 12’ un’altra fiammata che va a stamparsi sulla traversa a Boer pietrificato.
La Furia Ciociara e il Fulmine di Cichella
La legge non scritta del calcio si abbatte puntuale sulle Vespe. Al 20’ il Frosinone sblocca la contesa: assist illuminante di Ghedjemis e sventola spietata di Kvernadze che non lascia scampo al portiere ospite.
La Juve Stabia prova a reagire al 27’ con una bomba dalla distanza di Pierobon, respinta coi pugni da Palmisani. Ma un minuto dopo è Cichella a salire in cattedra con una gemma d’autore: un fulmine spaventoso da fuori area che va ad incastonarsi sotto l’incrocio dei pali per il raddoppio giallazzurro.
Le Vespe cercano con disperazione di riaprire la gara: prima Battistella fa tremare la traversa con un gran tiro da lontano, poi Pierobon penetra e trova l’ennesimo miracolo di Palmisani, seguito dal clamoroso errore da due passi di Scuderi. Ma al 37’ arriva la mazzata: la difesa campana si addormenta e Raimondo firma il tris calando il sipario sul primo tempo.
Orgoglio Vespe e Sigillo Finale
In avvio di ripresa la Juve Stabia dimostra comunque di avere orgoglio e anima. Candellone riscatta parzialmente l’errore del primo tempo segnando al 47’ su un assist perfetto di Patanè. La gara resta viva e accattivante: Raimondo colpisce un’altra traversa per i padroni di casa, mentre Patanè e Battistella provano a riaprire definitivamente i giochi per gli ospiti.
I cambi dei due allenatori non alterano l’inerzia: al 70’, Kvernadze chiude definitivamente i conti siglando la sua personale doppietta con la rete del 4-1. Il finale serve solo per ammirare le giocate di uno scatenato Zerbin e per registrare il cartellino rosso sventolato dal VAR a Saná Fernandes per un intervento duro ma non cattivo.
IL BILANCIO DELLA SFIDA
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Frosinone (Promosso): Impressionante cinismo offensivo e giocate individuali di altissima scuola (Kvernadze e Cichella su tutti). La squadra concede qualcosa in ripartenza, ma quando accelera negli ultimi trenta metri fa male.
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Juve Stabia (Rimandata): Ottima reattività nella creazione di palle gol e grande spirito di reazione ad inizio ripresa. Pesano purtroppo le troppe amnesie difensive e una clamorosa imprecisione sotto porta nei momenti chiave.


