Venezia – Juve Stabia 3-1 le vespe di arrendono al Penzo. Il racconto post gara di Gianfranco Piccirillo dell’ Associazione Stabiamore
Abate si gioca la gara con la capolista in modo spregiudicato, nonostante le assenze gravi, schierando Carissoni a centrocampo e Cacciamani a sostegno di Okoro e Burnete, preferito a Gabrielloni. Lo Stabia propone pure Ricciardi sulla corsia bassa destra e parte in attacco, riuscendo a rendersi diverse volte pericoloso, soprattutto con i due attaccanti. Il Venezia del tecnico Stroppa, specialista delle promozioni, fa poco nel primo tempo, forse condizionato dal silenzio dei tifosi, che protestano come tutti gli altri in Italia per il divieto delle trasferte e Adorante nei primi minuti spreca un’occasione, calciando male di destro da favorevole posizione. Lo Stabia domina il gioco e Burnete serve splendidamente Okoro, che si fa ribattere la conclusione da un bravissimo Stankovic, che come nella gara di andata si erge ad assoluto protagonista. Il Venezia non ha problemi di formazione, potendo contare su tutti i disponibili, eppure sono sempre Burnete e Okoro che mettono in crisi la difesa della capolista, ma il portiere serbo si fa trovare pronto, anche perché il tiro dell’attaccante ex Juventus e di proprietà del Venezia non è irresistibile.
Dopo un contropiede del Venezia con Sagrado, arriva il gol dei padroni di casa con l’autorete di Giorgini, che sbaglia il tentativo di evitare la realizzazione di Adorante, il quale avrebbe segnato quasi sicuramente a pochi metri dalla porta. Okoro prima sfiora ancora la segnatura con un tiro, che finisce tra le braccia di Stankovic e poi facilita il pari di Carissoni, perché il portiere evita il gol sulla sua conclusione, ma non può nulla su quella successiva dell’ex calciatore del Cittadella, che ribadisce in rete. Il Venezia in un recupero eccessivamente ampio sfrutta al meglio gli errori della difesa stabiese e il lancio di Stankovic per Hainaut e poi Adorante che a sua volta serve Yeboah che da posizione defilata calcia a rete, trovando una respinta di Confente troppo approssimativa, sulla quale il vice cannoniere del campionato riesce a trovare il gol dell’ex, che però onora non esultando assolutamente, nel rispetto degli stabiesi. La ripresa non è bella come il primo tempo soprattutto per lo Stabia, che solo nel finale costringe nuovamente Stankovic a compiere patate importanti, mentre il Venezia legittima la vittoria, realizzando un altro gol e sbagliando un rigore, sempre con Adorante, che alla fine avrebbe potuto portarsi il pallone a casa, senza mai esultare, dimostrando ancora una volta il suo spessore tecnico e umano.
Se nelle circostanze del tiro dal dischetto per un fallo di Correia, peraltro non nettissimo, ma avallato dal var, Confente è stato bravissimo due volte su Adorante, parando sia il primo tiro che la respinta, successivamente ha sbagliato due volte, sia nella mancata uscita sul traversone di Busio, che sul successivo colpo di testa del bomber ex stabiese, preciso ma non irresistibile. Abate è stato bravo nella formazione iniziale, ma non è riuscito ad incidere con i cambi, che infatti non sono serviti a recuperare una gara, nella quale la sua squadra ha giocato meglio della capolista nella ripresa. Sono entrati Varnier al posto di Giorgini , poi Gabrielloni e Dos Santos per Okoro e Cacciamani e infine Dalle Mura e Mannini per Bellich e Ricciardi, ma solo il brasiliano si è reso protagonista di un paio di azioni interessanti, che avrebbero potuto riaprire la partita. In precedenza però c’è stata una grande parata di Confente, che in questa gara ha alternato grandi interventi a clamorose incertezze, mentre il collega Stankovic è stato affidabile fino alla fine, evitando di subire il secondo gol da Dos Santos.
Insomma il Venezia ha dimostrato solo nel secondo tempo di meritare il primato in classifica e la conseguente promozione in massima serie, mentre lo Stabia non ha demeritato, dimostrando anzi nel primo tempo di essere una squadra frizzante, che seppure priva di elementi importanti come Candellone, Zeroli, Leone e Pierobon, avrebbe potuto fare risultato contro la squadre probabilmente meglio attrezzata del campionato, peraltro allenata da un tecnico esperto di promozioni come Stroppa. Ora non resta che lottare per arrivare agli spareggi play off, cercando di battere al Romeo Menti due concorrenti dirette come Cesena e Catanzaro, perché come la scorsa stagione la squadra di Castellammare sta regalando ai suoi tifosi piacevoli emozioni, e i cento non residenti in Campania presenti oggi allo stadio Penzo, sono sicuro che nonostante la sconfitta, non si siano pentiti di aver passato la Pasquetta in compagnia della loro squadra del cuore.


