La Roma del 2001 colora lo stivale di giallo e rosso


La stagione 2000-2001 segna l’apoteosi del progetto di Franco Sensi: la Roma conquista il primo titolo italiano del nuovo millennio, rispondendo ai successi dei rivali laziali dell’anno precedente e riportando il tricolore sulla sponda giallorossa del Tevere dopo 18 anni.

l Mercato dei Sogni 

L’estate del 2000 vede la Roma sbarcare in Borsa e piazzare colpi di mercato clamorosi per colmare il gap con le grandi:

  • Arriva il “Re Leone” Gabriel Batistuta, strappato alla Fiorentina per una cifra record.

  • Si rinforza la difesa con Walter Samuel (il “The Wall”) e Jonathan Zebina.

  • Viene acquistato il centrocampista Emerson, che però si infortuna gravemente prima dell’inizio, restando ai box per quasi tutta la stagione. L’avvio non è dei più semplici: l’eliminazione immediata in Coppa Italia contro l’Atalanta scatena una dura contestazione dei tifosi a Trigoria.

Un Girone d’Andata Dominante

Nonostante lo scetticismo iniziale, la squadra di Fabio Capello ingrana subito la marcia giusta:

  • Il volo iniziale: Tre vittorie consecutive lanciano i giallorossi in vetta.

  • Il pianto di Batistuta: Uno dei momenti più iconici avviene contro la Fiorentina: un gol capolavoro dell’ex che regala i tre punti alla Roma, seguito dalle lacrime di commozione del centravanti argentino.

  • Campioni d’Inverno: Grazie alle prodezze di Francesco Totti (memorabile il suo gol al volo contro l’Udinese) e a una solida tenuta difensiva, la Roma chiude il girone d’andata al primo posto, staccando la Juventus di 6 lunghezze.

Il goal Nakata e non solo

Il girone di ritorno è una gestione della pressione, nonostante alcune turbolenze:

  • Delusione Europea: Il cammino in Coppa UEFA si ferma ad Anfield contro il Liverpool, in una gara segnata dalle feroci polemiche per un rigore prima concesso e poi revocato dall’arbitro García-Aranda.

  • La mossa di Torino: Il momento decisivo è lo scontro diretto contro la Juventus. Sotto di due goal, la Roma rimonta nel finale grazie all’ingresso del giapponese Hidetoshi Nakata e quel pareggio ottenuto con con graffio di Montella regalò alla Lupa un pezzo di scudetto.

17 Giugno 2001: L’estasi dell’Olimpico

Dopo aver gestito il vantaggio nelle ultime giornate, l’appuntamento con la storia si consuma all’ultima giornata contro il Parma. In un Olimpico ribollente di entusiasmo, la Roma vince 3-1 grazie alle firme dei suoi tre tenori: Totti, Montella e Batistuta.

Il triplice fischio scatena una festa che travolge l’intera capitale, consacrando Francesco Totti come simbolo eterno del club (celebrato ancora oggi dal celebre murale del Rione Monti).

Foto Wikipedia

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