Accendiamo la macchina del tempo e torniamo a una delle pagine più gloriose della storia dello sport italiano: la notte in cui gli Azzurri di Enzo Bearzot piegarono la Germania Ovest per 3-1, conquistando la terza Coppa del Mondo.
Primo tempo: la paura e l’errore dal dischetto
La vigilia è tesa. Bearzot cala la carta dell’incoscienza e lancia nella mischia il giovanissimo Giuseppe Bergomi, mentre il CT tedesco Derwall si affida alla classe del suo faro, Karl-Heinz Rummenigge. Pronti, via e l’Italia deve subito incassare un duro colpo: dopo appena sette minuti Ciccio Graziani è costretto ad alzare bandiera bianca per infortunio; al suo posto entra Alessandro Altobelli.
La partita vive di fiammate e al 25′ arriva la grande chance per sbloccare il match: Breitner stende in area un indiavolato Bruno Conti. Per l’arbitro brasiliano Coehlo non ci sono dubbi: è calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Antonio Cabrini, ma il suo sinistro sibila oltre il palo, spegnendosi sul fondo. Schumacher respira, l’Italia mastica amaro. La prima frazione si trascina così fino all’intervallo su un bloccato 0-0, con il fantasma di quel penalty fallito che pesa come un macigno sulle spalle degli Azzurri.
Secondo tempo: l’urlo di Tardelli e la sinfonia azzurra
Ma nella ripresa l’Italia rientra in campo con un piglio diverso. Al 56′ la storia della finale cambia per sempre: punizione battuta a sorpresa, Gentile pennella un cross perfetto al centro dell’area e Paolo Rossi, rapido come un falco, anticipa tutti di testa firmando l’1-0. È il gol che scardina le certezze tedesche.
La Germania barcolla, l’Italia azzanna la partita. Al minuto 69 va in scena l’azione manifesto di quel Mondiale: Scirea ricama in area di rigore, scarica all’indietro per Marco Tardelli che, quasi in caduta, lascia partire un sinistro terrificante. La palla si insacca nell’angolino per il 2-0, regalando al calcio l’immagine immortale del suo urlo liberatorio.
La Germania si riversa in avanti per disperazione, lasciando praterie alle furiose ripartenze azzurre. All’80’ cala il sipario: Bruno Conti vola sulla fascia e serve “Spillo” Altobelli; l’attaccante salta Schumacher con una finta d’autore e deposita in rete il gol del 3-0, facendo esplodere di gioia la panchina e il Presidente Sandro Pertini in tribuna.
Tre minuti più tardi (83′) arriva il sussulto d’orgoglio tedesco con Breitner, lesto a ribattere in rete una respinta della difesa italiana, ma è solo utile per le statistiche. Gli ultimi minuti sono una passerella d’onore. Nando Martellini scandisce per tre volte la parola “Campioni”, e l’Italia può finalmente alzare al cielo di Madrid la sua terza, meravigliosa Coppa del Mondo.


