Davanti a una cornice straordinaria di 107.412 spettatori assiepati sugli spalti dell’Estadio Azteca, il Brasile si laurea Campione del Mondo per la terza volta nella sua storia. Sotto la direzione del fischietto tedesco Rudi Glöckner, va in scena l’atto conclusivo del Mondiale tra i verdeoro e l’Italia, una sfida che mette in palio la definitiva assegnazione della prestigiosa Coppa Jules Rimet.
Primo tempo: Boninsegna risponde a Pelé
La prima frazione di gioco si rivela agonisticamente viva e abbastanza equilibrata. A sbloccare il risultato è il Brasile al 18′ grazie a una prodezza di Pelé, che svetta imperiosamente siglando il gol dell’1-0 con un preciso colpo di testa. L’Italia però non demorde e riesce a rimettersi in carreggiata prima dell’intervallo: sfruttando un’incertezza difensiva dei sudamericani, Roberto Boninsegna firma un rocambolesco gol che vale il momentaneo pareggio azzurro.
Secondo tempo: il monologo verdeoro
Nella ripresa, tuttavia, la musica cambia radicalmente. Il Brasile prende progressivamente il sopravvento, mettendo in mostra una netta superiorità tecnica e atletica che manda in affanno la retroguardia italiana.
Il forcing della squadra di Pelé si concretizza in un vero e proprio monologo gol:
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66′: Gérson riporta avanti i brasiliani con una potente conclusione.
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71′: Jairzinho cala il tris, ipotecando di fatto la vittoria.
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86′: Il capitano Carlos Alberto sigla la rete del definitivo 4-1 al termine di un’azione corale da manuale del calcio.
Con questo netto successo, il Brasile scrive l’ennesima pagina leggendaria della propria storia calcistica, portando a casa per sempre il trofeo Rimet e lasciando all’Italia l’onore delle armi dopo un torneo comunque da protagonisti.


