L’undicesima edizione del campionato mondiale di calcio, passata alla storia come Argentina ’78, rimane uno dei tornei più intensi e controversi di sempre. Giocato tra l’entusiasmo nazionalistico e un’atmosfera cupa, il Mondiale fu fortemente strumentalizzato dal regime militare salito al potere a Buenos Aires nel 1976, che usò la manifestazione come arma di propaganda per mostrare efficienza e rafforzare la propria autorità. Nonostante il clima teso, il livello tecnico in campo fu altissimo, e vide l’Italia di Enzo Bearzot assoluta protagonista.
Un girone di ferro superato a punteggio pieno
L’avventura degli Azzurri inizia in un vero e proprio raggruppamento d’acciaio insieme a Francia, Ungheria e ai padroni di casa dell’Argentina.
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Italia – Francia 2-1 (2 giugno, Mar del Plata): L’esordio è da brividi. Bernard Lacombe gela l’Italia portando subito in vantaggio i transalpini, ma gli Azzurri reagiscono da grande squadra e firmano una preziosa rimonta grazie alle reti di Paolo Rossi e Renato Zaccarelli.
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Italia – Ungheria 3-1: La marcia prosegue spedita. L’Italia domina e va a segno prima con “Pablito” Rossi, poi con Roberto Bettega e infine con Romeo Benetti. Il gol della bandiera ungherese arriva solo nel finale con un rigore di Tóth.
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Italia – Argentina 1-0 (10 giugno, Buenos Aires): Davanti al caldissimo pubblico del Monumental, va in scena una gara per cuori forti. Gli Azzurri giocano una partita magistrale e battono i futuri campioni del mondo grazie a un fulmineo guizzo di Bettega, chiudendo il girone in testa.
Il secondo girone e l’ostacolo Olanda
La formula dell’epoca prevede un secondo girone di semifinale, e il sorteggio riserva all’Italia un altro percorso durissimo contro Germania Ovest, Austria e Olanda.
La sfida contro i campioni del mondo in carica della Germania Ovest si chiude con un tiratissimo “pareggio ad occhiali” (0-0). Successivamente, un gol del solito Paolo Rossi permette all’Italia di piegare l’Austria per 1-0.
Il dentro o fuori decisivo si gioca il 21 giugno contro i Paesi Bassi. È una partita incredibile: l’olandese Ernie Brandts diventa protagonista assoluto segnando prima un autogol che porta avanti l’Italia e poi riscatta l’errore firmando il pareggio orange. Nella ripresa, un tiro dalla lunghissima distanza di Arie Haan beffa Zoff e regala il 2-1 all’Olanda, che vola dritta in finale.
La finalina e il trionfo nel segno di Kempes
Mentre nell’altro girone l’Argentina scavalca il Brasile tra mille polemiche e stacca il pass per l’atto conclusivo, l’Italia si ritrova a disputare la finale per il terzo posto proprio contro i brasiliani. “Il Barone” Franco Causio illude gli Azzurri aprendo le danze, ma la Seleção riesce a ribaltare il risultato nella ripresa grazie alle prodezze balistiche di Nelinho e del grande Dirceu, fissando il punteggio sul 2-1.
Il 25 giugno 1978, in una finalissima drammatica e risolta solo ai tempi supplementari, l’Argentina batte l’Olanda per 3-1 e si laurea Campione del Mondo per la prima volta nella sua storia, trascinata dalle reti e dalle giocate di un monumentale Mario Kempes. Per l’Italia si chiude un Mondiale comunque estremamente positivo, che ha gettato le basi per il futuro trionfo di quattro anni più tardi.


