Napoli notte magica contro la Roma

Napoli batte anche la Roma. Di Gianfranco Piccirillo

#NapoliRoma2a1 Dopo le schermaglie dialettiche tra i due tecnici Mourinho e Spalletti la gara non tradisce le attese e regala uno spettacolo gradevole ai tanti appassionati di calcio sintonizzati in tutto il mondo, oltre agli infreddoliti ma calorosi tifosi presenti allo stadio San Paolo Maradona. La Roma gioca meglio dell’andata dove pensò esclusivamente a difendersi e va prima del Napoli vicino al vantaggio, seppure su una deviazione di Kim Minjae verso la sua porta, che lambisce clamorosamente il palo alla destra di Meret. Il Napoli però delizia il palato con alcune giocate di squisita fattura, tra le quali spicca quella che porta in vantaggio gli azzurri, perché ci sono le azioni devastanti di Rui e Kvaratskhelia e soprattutto la straordinaria giocata del centravanti nigeriano, che in area stoppa la palla di petto, palleggia e realizza una rete da cineteca. Prima della fine del tempo sono belle da vedere, anche se non molto efficaci, le conclusioni di Zielinsky e Dybala da fuori area e soprattutto è splendida la parata di Meret sul tiro ravvicinato di Spinazzola. Incantevole anche l’azione di El Chucky Lozano che, mette in condizione Osimhen di colpire di testa da distanza ravvicinata, sfiorando clamorosamente il raddoppio. Mourinho prova a rafforzare subito l’attacco, inserendo El Shaarawy per Spinazzola e la gara si mantiene viva ed interessante anche nella ripresa con azioni pericolose su entrambi i fronti. Kvaratskhelia sbaglia a non girare subito in porta un’altra bella palla dell’ispirato El Chucky, dimostrando di non essersi ancora ripreso completamente dalla brutta influenza, che lo aveva tenuto fuori dal derby di Salerno. La Roma comunque è sempre pericolosa sui calci piazzati e Meret deve compiere una grande parata su Cristante oltre a subire qualche altra conclusione dei centrali Smalling e Ibanez, ma l’azione più pericolosa è la ripartenza di Lozano che, forse pecca un pochino di egoismo nel non servire ai compagni Kvaratskhelia e Kim Minjae, scegliendo di tirare in porta e chiamando comunque da posizione centrale Rui Patricio ad una grande parata. Spalletti a metà ripresa inserisce Elmas e Oliveira per Kvaratskhelia e Mario Rui, i protagonisti della costruzione del gol di Osimhen, che sono apparsi un pochino stanchi. Finisce invece per uno stiramento la gara di Abraham per un allungo chiuso bene da Meret e Mourinho inserisce Belotti al suo posto. Proprio dopo l’ingresso del gallo ex Torino, ancora una volta arriva come la scorsa stagione il gol del faraone El Shaarawy che approfitta di una mancata copertura di Lozano su un traversone comunque ben sfruttato dall’attaccante della Roma e della nazionale italiana. Spalletti prova a cambiare l’attacco, inserendo Raspadori e Simeone per Osimhen e Lozano, ma la Roma non sembra accontentarsi del pareggio, puntando evidentemente a inserirsi nella corsa scudetto a dispetto delle dichiarazioni del suo allenatore ed entrano Tahirovic e Bove per Matic e Pellegrini, che non è apparso molto brillante. Ma la difesa di Mourinho non si mostra impeccabile soprattutto con Smalling, che si lascia sorprendere dalla felice intuizione di Zielinsky per Simeone che è bravo ad incunearsi in area e a fulminare con un gran tiro l’incolpevole Rui Patricio. Mourinho è costretto ad inserire Volpato al posto di Cristante, per tentare di giungere nuovamente al pareggio nel corposo recupero di sei minuti. È però Raspadori ad andare vicino al gol con un tiro in piena area, che impegna severamente Rui Patricio e Spalletti decide di affidarsi al dinamismo di Ndombele per Zielinsky che comunque è finito in crescendo. La Roma che oggi dimostra di essere una squadra in grado di recitare un ruolo importante in campionato e nelle coppe, prova a creare una nuova opportunità per segnare, ma il Napoli di questa stagione è grintoso e determinato, mai molle come nelle passate stagioni e soprattutto dimostra di saper anche soffrire fino alla fine di un recupero, che Orsato decide anche di allungare di un altro minuto. Il fischio finale è liberatorio di una gioia importante del pubblico e dei calciatori in campo e in panchina in particolare del capocannoniere Osimhen, perché è la testimonianza che questa può essere davvero la stagione giusta per tornare a vincere quel maledetto triangolino tricolore.

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