Napoli un ko che fa malissimo

 

Napoli sconfitta che fa male ad Empoli. Il racconto di Gianfranco Piccirillo

La gara è importante per entrambe le squadre, quella di Nicola che lotta per la salvezza e il Napoli di Calzona, che cerca di conquistare la zona europea di una classifica comunque molto deficitaria per i campioni d’Italia. Il tecnico della Slovacchia deve fare a meno di Rrahmani e di entrambi gli esterni bassi sinistri della rosa e così concede spazio a Ostigard come difensore centrale e Natan come terzino, mentre a centrocampo e in attacco non ci sono defezioni e giocano gli stessi della scorsa stagione. I problemi in difesa sono sempre gli stessi con la mancata sostituzione di Kim Minjae, ma anche gli errori di Di Lorenzo, che si ripetono ad ogni gara e anche oggi hanno favorito il vantaggio di Cerri, autore comunque di un gran colpo di testa e di un ottima gara nei venti minuti, in cui è stato in campo.

Ma non ci sono solo le deficienze difensive nel pessimo primo tempo del Napoli, ma anche l’incapacità di creare gioco e occasioni, tanto che più di Osimhen hanno fatto sul fronte offensivo opposto sia Cerri, che Niang entrato al suo posto. Calzona fa entrare al posto del deludente Natan, peraltro pure ammonito e a rischio espulsione, il pupillo di Mazzarri, Mazzocchi, da tempo ormai fuori dai radar, ma il portiere dell’Empoli, Caprile, di proprietà del Napoli, deve compiere un solo intervento su Politano e si limita all’ordinaria amministrazione per gran parte di una gara piuttosto soporifera, che neanche il freddo e la pioggia riescono a vivacizzare. E così dopo aver fatto fuori Garcia nel girone d’andata, vincendo a Napoli, l’Empoli fa traballare anche la panchina di Calzona, che a metà ripresa decide di inserire Ngonge e Raspadori per Kvaratskhelia e Politano, che, non brillando assolutamente, comunque erano stati gli unici a tirare in porta. C’è pure un colpo di Ostigard sulla glottide di Luperto, che avrebbe potuto essere sanzionato dal var e che completa un quadro desolante per il Napoli, nel quale è davvero difficile segnalare note positive. La prova di Osimhen è molto opaca, e rischia di mettere in crisi le squadre economicamente importanti, come il Paris Saint Germain, che sembrano decise a pagare la clausola rescissoria, stabilita da Delaurentiis e l’entourage del nazionale nigeriano, ma tutta la squadra ha fatto malissimo, meritando la sconfitta, in quella che sembrava una gara tra due squadre dello stesso livello.

Certamente ci sono i meriti del nuovo Empoli di Nicola, ma la squadra di Calzona ha demeritato oltre ogni limite tollerabile da un tifoso medio, figuriamoci un ultrà. La mossa della disperazione del Cholito Simeone in campo nel finale al posto del deludente Anguissa dimostra che il tecnico ha provato tutti gli attaccanti a sua disposizione, senza cavare un ragno dal buco, perché la squadra gioca male ed è svogliata come se non avesse più nulla da chiedere alla stagione. Eppure c’è ancora la zona europea che dovrebbe rappresentare il minimo sindacale per una rosa importante come quella del Napoli, seppure indebolita da una sciagurata campagna acquisti, sia estiva che invernale. A questo punto davvero non resta che piangere, aspettando la prossima stagione, perché appare pressoché impossibile sperare di poter fare risultato domenica pomeriggio nel derby del Sole, contro la nuova Roma coriacea e brillante di De Rossi.


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