Napoli al “Tardini” è solo pareggio, arrivederci scudetto?


Conte recupera Hojlund in attacco e inserisce Politano nella formazione iniziale contro il Parma di Cuesta, il sorprendente giovane tecnico spagnolo, che deve rinunciare al suo attaccante più prolifico, Pellegrino, per squalifica. Il sostituto è un giovane attaccante francese, Nesta Elphege, che deve il suo nome di battesimo alla passione dei genitori per Bob Marley, più che al tifo per l’ex difensore del Milan, e alla prima azione sul lancio lungo del portiere della nazionale giapponese Suzuki, riesce di testa a liberare benissimo per Strefezza, che supera Milinkovic Savic con un preciso diagonale. L’ex brasiliano dello Stabia porta in vantaggio il Parma praticamente con un colpo di biliardo, in un primo tempo, che per il resto offre pochissimo al pubblico numeroso e colorato del Tardini, che da parte di entrambe le tifoserie, si esprime meglio dei calciatori in campo. La squadra di casa si chiude bene in difesa e il Napoli non riesce mai ad impegnare il portiere nipponico, perché come spesso è accaduto in questa stagione De Bruyne e Mc Tominay finiscono sulla trequarti più per calpestarsi i piedi, che a servire il centravanti danese.

Anche gli esterni della nazionale italiana, Politano e Spinazzola, deludono ampiamente come peraltro Anguissa, che proprio non riesce a ritrovare la condizione dopo il suo lungo infortunio. Conte dopo l’intervallo si limita a inserire un difensore come Beukema al posto di un altro, Jesus, mentre Cuesta continua ad attuare la sua tattica attendista, che però confida nei contropiedi di Strefezza ed Elphege, per tenere in apprensione la difesa dei campioni d’Italia, ancora priva degli infortunati Rrahmani e capitan Di Lorenzo. Finalmente Politano prova a concludere in porta, ma non la inquadra da posizione interessante in piena area e Conte si decide ad inserire Alisson Santos, al posto dello spento Anguissa, per dare un po’ di dinamismo ad una squadra assolutamente abulica in questo pomeriggio primaverile del Tardini e cambia ruolo a Mc Tominay, che arretra a centrocampo anche per consentire un gioco offensivo migliore tra De Bruyne e Hojlund. In effetti dopo l’ingresso di Sorensen per l’esordiente Elphege e una richiesta di un fallo di mano in area, proprio Mc Tominay riesce a trovare il tiro del pareggio, facilitato da un buon passaggio di Hojlund, che trova il gioco di sponda più facilmente con la nuova sistemazione tattica della ripresa.

Il Napoli gioca meglio grazie anche alla vivacità del brasiliano ex Sporting Lisbona, che costringe Suzuki ad una parata non facilissima e oltre i cambi di Cuesta, che rinuncia a Bernabè e Nicolussi Caviglia, Conte decide di giocarsi la carta Giovane al posto di Hojlund, reduce dal brutto virus influenzale, che lo ha costretto a saltare la sfida con il Milan. Cuesta capisce che la sua squadra sta attraversando il momento peggiore e allora decide di togliere Strefezza per inserire Mikolajewski, un altro interessante giovane attaccante polacco, che trova pure il modo di rendersi pericoloso e richiedere un calcio di rigore per un tocco di braccio di Buongiorno. La gara diventa finalmente vivace e interessante e i portieri non possono più stare tranquilli come nel primo tempo, e anche Milinkovic Savic deve impegnarsi a mettere oltre la traversa in tiro di Keita. Conte inserisce Elmas e Gutierrez al posto di De Bruyne e Politano per cercare il guizzo vincente, ma vanno riconosciuti i meriti della squadra di casa, che ha saputo affrontare il Napoli meglio del Milan e degli avversari precedenti. La squadra di Conte si è svegliata solo nella ripresa dopo il sonno del primo tempo, ma non è riuscita ad andare oltre il gol di Mc Tominay e un paio di tiri importanti di Alisson Santos, che hanno impensierito il nazionale giapponese Suzuki. La stranezza del calcio, fa emergere un dato curioso e cioè che il Napoli si stacca lo scudetto dal petto, proprio nella città, in cui lo scorso campionato probabilmente se l’era cucito, peraltro sempre con il risultato di parità.

 

 

 

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