Il Napoli di Allegri vince nel finale a Genoa
La prima gara ufficiale del Napoli di Allegri ricorda solo in parte quelle di Conte. In effetti dal punto di vista degli attori in campo ci sono gli stessi calciatori, tranne Rafa Marin in difesa, che il tecnico leccese aveva ritenuto non idoneo a giocare nel campionato italiano. Invece il centrale spagnolo gioca bene contro un Genoa di De Rossi molto volitivo e spesso pericoloso in attacco, che però raramente impensierisce Meret.
Il pipelet partenopeo, oltre qualche difficoltà nei disimpegni in effetti deve rispondere solo ad un paio di tiri telefonati, trovandosi un pochino più impegnato del suo collega olandese Justin Bijlow, che vede uscire fuori una conclusione di Allison Santos, anche perché il centravanti Hojlund risulta molto ben controllato dal difensore norvegese ex di turno, Ostigard. Nella ripresa ad un panorama di conclusioni davvero desolante da una parte e dall’altra si aggiunge una telefonata di Mc Tominay a Bijlow, fino a quando cominciamo nella seconda parte i cambi con l’ingresso nel Napoli di Vergara, Lang e De Bruyne al posto di Anguissa, Allison e Politano e l’uscita nel Genoa proprio di Ostigard e Baldanzi per Otoa e Messias. Non è un caso che capita solo adesso l’occasione più clamorosa al Napoli perché Hojlund, privo della marcatura del norvegese, è libero di colpire su assist di Mc Tominay, ma non riesce a raggiungere la palla a pochi metri dalla porta. Nel Genoa entrano pure Franz Ethan Meichtry e Sow al posto di Colombo e Amorim, ma rispetto al primo tempo gioca meglio il Napoli, con l’unico neo della finalizzazione. Allora Allegri prova ad inserire Lucca, al posto di un Hojlund apparso appannato come nelle amichevoli, ma e’ costretto pure a fare entrare Olivera in difesa per i crampi di Rafa Marin. Insomma la squadra finisce in crescendo e trova il premio dei gol, il primo, a pochi metri dalla porta avversaria, del campione belga De Bruyne, il cui movimento per liberarsi alla conclusione non è ritenuto falloso dall’arbitro e dal var. Insomma la squadra di Allegri non brilla ma ha il merito di cercare il gol del raddoppio per chiudere la gara, invece di difendere il minimo vantaggio e così Vergara trova il secondo gol su assist di De Bruyne e un velo di Lucca, che dimostra nei minuti disputati di volere rimanere nella rosa del Napoli. Forse la generosità e la determinazione del Genoa avrebbe meritato almeno un gol, ma dopo un primo tempo opaco il Napoli dimostra le sue qualità in una ripresa dominata, grazie agli inserimenti dei subentrati, soprattutto di De Bruyne, che può assicurare ancora un rendimento utile ad una squadra di vertice. Ovviamente per Allegri c’è tanto da lavorare, ma sull’ossatura della rosa di Conte già in questa prima gara ha dimostrato di poter innovare con un gioco più convincente sul piano offensivo, magari proprio con quella la coesistenza, risultata difficile per Conte, tra Mc Tominay e De Bruyne, che invece è stata la carta vincente in una serata di festa per i tifosi del Napoli a Genova, nella quale si è rinnovata l’amicizia in una trasferta finalmente libera con i tifosi di casa, anche grazie al concerto iniziale di Gigi D’Alessio e Alfa.


