C’è un dettaglio, nel calcio, che distingue le squadre destinate a galleggiare da quelle costruite per lasciare un segno: il modo in cui reagiscono quando la serata sembra prendere una piega storta. E la risposta che la Juve Stabia ha dato al “Romeo Menti” di Vicenza appartiene a pieno titolo alla seconda categoria.
Andare sotto all’inizio della ripresa su un campo del genere avrebbe potuto spezzare le gambe e spegnere le idee a chiunque. Non a questa squadra, non agli uomini di Pietro De Giorgio.La cronaca e i voti dicono 1-1, ma la sensazione lasciata sul terreno di gioco parla di un’identità tattica e caratteriale oramai matura. La prestazione monumentale di Karic in mezzo al campo — padrone assoluto della mediana tra recuperi, strappi e un rigore prima solare e poi cancellato dal VAR — non è stata un episodio isolato, ma il simbolo di un collettivo che ha saputo imporre la propria legge.
Accanto allo svedese, le buone notizie per De Giorgio si sono moltiplicate: dalla tenuta difensiva garantita da un ottimo Pietrangeli all’esordio e dall’ordine di Maggioni, fino alla lucidità con cui la panchina ha cambiato marcia alla gara. L’ingresso di Sibilli e Maistro ha portato quella qualità necessaria per spaccare la partita e conquistare con caparbietà il penalty decisivo.Dagli undici metri, poi, la conferma di una certezza: Antonio Di Nardo. Segnare gol pesanti in trasferta con quella glaciale tranquillità non è fortuna, è leadership.
Se si guarda a dove questa squadra era qualche settimana fa e al modo in cui ha spazzato via i dubbi della sconfitta di Pisa, il pareggio di Vicenza assume i contorni di una vera e propria svolta. Il punto muove la classifica e dà morale, ma è la consapevolezza nei propri mezzi il tesoro più grande che le Vespe si portano a casa.
Ora la testa va subito alla prova del fuoco di venerdì contro il Cesena, di nuovo tra le mura amiche del “Menti” di Castellammare. Ma con questo spirito, questa tenuta fisica e una rosa capace di pescare risorse decisive anche a gara in corso, la Juve Stabia può guardare negli occhi chiunque.


