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Pascucci: ” Che ricordi con l’Everton, Gravesen mi ha impressionato”

Patrizio Pascucci, ex calciatore dell’Everton, con un passato anche nel settore giovanile della Lazio si racconta alla nosta testata con una intervista esclusiva:

Sulla Serie A:

” Sto assistendo un torneo molto equilibrato. Inter, Milan e Juventus si stanno giocando il titolo ma niente e’ ancora scritto. Stessa cosa anche per la lotta salvezza. Quindi campionato aperto ad ogni scenario sia in testa che in coda. Peccato assistere a tutto questo senza i tifosi, perche’ manca molto l’adrenalina in alcune sfide.”

Sulla Lazio, tu che conosci bene Formello?

” Si, ho fatto dieci anni di Lazio e conoscono bene Formello ma sono sempre stato romanista. Detto questo la Lazio e’ una buona squadra e devo fare i complimenti a Simone Inzaghi per il lavoro svolto ma non riesco ad andare avanti, piu’ di questo sulla Lazio non posso dire ( Ride)”.

Tu hai vissuto una parentesi felice con l’Everton cosa ci puoi raccontare sulla tua esperienza?

” E’ stato un orgoglio sposare i colori Blues,sai un sogno che realizzi. E’ stato per me una esperienza unica. Fin dal primo giorno di allenamento ho capito il valore ed il peso di questa maglia. Poi allenarti con certi calciatori. Ricordo con affetto Joseph Yobo, Alessandro Pistone e Thomas Gravesen e dal primo all’ultimo giorno ripeto e’ stato come il classico sogno che realizzi da bambino.”

Nel corso della tua carriera chi sono stati gli allenatori che hanno inciso sulla tua crescita?

” Allora, posso farti tre nomi, il primo e’ stato il maestro Volfango Patarca, l’uomo che mi ha voluto alla Lazio e che ha lanciato gente come Nesta, Di Vaio e Di Canio. Vincenzo D’Amico che pure ricordo con grande affetto ed ovviamente David William Moyes”

Io ci sono stato da “Tifoso”, come definisci la magia di Goodison Park?

“Ho vissuto il sia da tifoso che calciatore. Quando capitava che andavo in tribuna facevo il tifo ed avevo il cuore in gola ogni volta che l’Everton segnava, ma quando sono stato in panchina si soffriva con i ragazzi. Posso definire quella atmosfera una magia che ti sovrasta che ti entra nel cuore.”

Poi sull’esordio con L’Everton?

” Lo ricordo come se fosse ieri contro il Chelsea. Difficile spiegare, forse sono emozioni che non si possono descrivere. Capisci uno stadio di 40,000 persone con mia madre e mio nonno in tribuna, persone che purtroppo non ci sono piu’. Sono stato felice per loro, perche’ ho regalato alla mia famiglia la gioia di vedermi giocare in uno stadio pieno e per mia madre vedere il proprio figlio realizzato e’ stata una gioia ancor piu’ grande. Se ci ripenso ho ancora i brividi. Conservo ovviamente la maglia gelosamente.”

Sui calciatori che hai giocato, chi ti ha impressionato di piu’?

Wayne Rooney. Un giocatore fantastico, noi abbiamo la stessa eta’ ma gia quando era giovane aveva una voglia di vincere,impressionante e vederlo giocare era un piacere, che grinta e che talento, una cosa bellissima. E’ stato un orgoglio giocare con lui. Ma posso farti anche il nome di Thomas Gravesen e ti spiego il perche’. Un ragazzo bravo, che spesso mi veniva a prendere ed inoltre spesso mi accompagnava a prendere la mia famiglia quando arrivavano a Liverpool. Poi quando si metteva le scarpe ed entrava il campo cambiava volto e diventava il Gravesen che tutti conosciamo. Mi ha impressionato di lui questa doppia vita, un gentiluomo fuori dal campo ed il calciatore duro nel rettangolo verde.”

Si ringrazia Patrizio Pascucci per il tempo concesso per questa intervista e per la gentile concessione delle foto

 

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