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Approfittando dell’ultima pausa dell’anno per le nazionali, analizziamo insieme quali giocatori hanno dimenticato le 20 squadre di Serie A.

Atalanta – Riccardo Orsolini

Orsolini è ancora uno dei migliori prospetti della nazionale Under 21 di Di Biagio, ma in campionato non riesce a trovare spazio. Esploso calcisticamente nell’Ascoli lo scorso campionato di Serie B, è stato subito adocchiato e acquistato dalla Juventus per poi essere girato in prestito all’Atalanta del mago Gasperini per farsi le ossa. Chiuso da un modulo che non lo favorisce e da compagni nettamente superiori a lui, Orsolini ha collezionato solo 98′ in 5 presenze da subentrante. Troppo poco per far vedere quanto vale.

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Benevento – George Puscas

L’attaccante scuola Inter è stato l’eroe della storica promozione in A dei campani, quando al 32′ del primo tempo ha segnato contro il Carpi in quel lontano 8 giugno. Da allora solo 5 presenze di cui 3 da titolare nelle prime 6 giornate (contro Sampdoria, Roma e Crotone) e 0 gol segnati, per un totale di 338′. Dalle stelle alle stalle.

Bologna – Mattia Destro

Oggetto del mistero da tanto tempo. All’inizio del campionato doveva essere lui il titolare e il buon vecchio Palacio a fargli da riserva d’esperienza. Ora Destro è ulteriormente sceso nelle gerarchie: Donadoni gli preferisce pure Petkovic! Difficile dargli ancora fiducia. In campionato ha collezionato 457′ divisi in 8 misere presenze delle quali solo 4 da titolare.

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Cagliari – Gregory Van der Weil

Sulla carta un acquisto non da categoria, in senso positivo ovviamente. Doveva far fare il salto di qualità al Cagliari insieme a Pavoletti, ma sta risultando uno tra i più grandi bidoni della storia del club. Arrivato fuori condizione a Cagliari, i tifosi lo aspettano, ma gli infortuni lo stanno massacrando. L’olandese ha collezionato solo 1 presenza da titolare e per altro è stato pure sostituito a fine primo tempo, per un totale di 47 minuti giocati.

Chievo – Riccardo Meggiorini

L’estro del 32enne fantasista del Chievo non convince totalmente Maran, e nemmeno la sua duttilità lo aiuta. Meggiorini in questa stagione è stabile a 3 spezzoni di cui solo uno da titolare (poi sostituito), che sommati danno la miseria di 133′. Stepinski e Pellissier sono nella sua stessa condizione, ma dal canto loro, gli altri due attaccanti gialloblu riescono a sfruttare le poche occasioni concesse.

Crotone – Mariano Izco

Dopo 10 anni ad alto livello in Serie A con le maglie di Catania e Chievo, Izco nel suo primo anno a Crotone si aspettava di trovare più spazio. Uno con la sua esperienza è stato scalzato dal posto di titolare dai due ragazzi terribili di Nicola: Mandragora (classe 1997) e Barberis (classe 1993). Il tempo per guadagnarsi il centrocampo rossoblu c’è, ma se quei due continuano a rendere così il suo bottino rimarrà fermo a 192′ in 5 presenze  .

Fiorentina – Riccardo Saponara

L’ultima e unica presenza di Riccardo Saponara in maglia viola è datata 1 Ottobre a Verona contro il Chievo. L’infortunio ne ha condizionato l’utilizzo e in più la concorrenza è fin troppo agguerrita per l’ex pupillo dell’Empoli di Sarri. 34′ giocati finora e tanti altri che spera di giocare per prendersi sulle spalle la Fiorentina. La sua Serie A riparte da Ferrara.

Genoa – Goran Pandev

Uno degli eroi del Triplete è impensabile che continui a fare panchina a Genova. E invece è ciò che sta capitando a Goran Pandev. Il macedone era partito col vento in poppa e una prestazione da 7 abbondante in pagella nella sconfitta contro la Juventus ad inizio campionato, poi il buio. 3 presenze nelle prime 3, 8 totali in campionato. La sua attitudine troppo offensiva gli ha portato solo 303 minuti giocati, ma classe da vendere e esperienza da campione.

Hellas Verona – Daniel Bessa

Nel suo caso nel dimenticatoio non c’è andato lui ma le sue giocate. L’anno scorso in Serie B faceva la differenza con il suo talento. Quest’anno in Serie A si è perso come una formica nel prato. 914′ in 10 presenze tutte da titolare, ancora nessun gol. L’anno scorso alla 12a giornata aveva già collezionato 3 gol e 1 assist.

Inter – Joao Mario

Mister 45 milioni dove sei? Nella nuova Inter di Luciano Spalletti non c’è posto per il portoghese, chiuso dai vari Gagliardini, Vecino e Borja Valero. Ma si sa: squadra che vince non si cambia. All’Inter va bene cosi, a Joao Mario no, infatti ha già le valigie pronte. Finora ha giocato 395 minuti divisi in 9 gare. Non bastano nè per lui nè per il bene dell’Inter.

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Juventus – Marko Pjaca

Eh si, nello scacchiere di Allegri c’è anche lui. Ora è completamente ristabilito e ha voglia di giocare e mettersi in mostra. Guai a dimenticare il talento croato sempre rimproverato dall’allenatore bianconero per la sua scarsa attitudine alla copertura. Manca solo un vice Higuain alla Juve e Pjaca è stato provato in amichevole proprio lì. Che sia quel ruolo la chiave della sua rinascita?

Lazio – Filip Djordjevic

Se scaviamo nella rosa della Lazio scopriamo che c’è anche lui. Sovrastato dai vari Immobile, Caicedo, Nani e anche insidiato dal rientro imminente di Felipe Anderson, sembra che a Roma per Filip non ci sia più spazio. La sua testardaggine l’ha portato a rifiutare una maglia da titolare alla SPAL per non giocare nemmeno un minuto in stagione. Contento lui, contento Inzaghi, contenta la Lazio, contenti tutti.

Milan – Andrè Silva

Strapagato in estate, non sta rispettando i fior di quattrini sborsati per lui. Cristiano Ronaldo lo stima, col Portogallo fa faville, ma con la casacca del diavolo nel tabellino marcatori è fermo a quota 0. Kalinic ora è in netto vantaggio per una maglia da titolare in campionato. L’ex Porto farà ricredere Montella o rimarrà fermo a 6 apparizioni in campionato per un totale di 350′?

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Napoli – Emanuele Giaccherini

Dal gol contro il Belgio all’Europeo con Conte alla panchina perenne in quel di Napoli con Sarri. Le rotazioni dell’allenatore toscano non comprendono il suo tridente d’oro e Giaccherinho vede il campo con il contagocce. Nonostante ciò è comunque riuscito a collezionare 2 gialli. Possibile che un jolly come lui abbia giocato la povertà di 71′ in 4 presenze?

Roma – Gregoire Defrel

23 milioni per strapparlo al Sassuolo e portarlo direttamente in infermeria a Roma. La sfortuna di Defrel non ha limiti, già due problemi muscolari lo hanno colpito e messo KO. Mettici pure che Dzeko non faccia turnover (e aggiungerei meglio cosi!) e che nel tridente se non segna Perotti segna El Shaarawy o al più Florenzi.. e non scordiamoci di Gerson! Insomma il ruolo di vice-Dzeko non lo favorisce e non sembra più quello di Sassuolo. 260 minuti in 6 apparizioni, qualche fiammata e nulla più.

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Sampdoria – Edgar Barreto

Il mediano ex Palermo è diventato da possibile titolare a un titolare della panchina. A Udine ha perso definitivamente il posto nella debacle doriana per 4-0, che ha facilitato con una espulsione evitabile. Contemporaneamente Giampaolo ha trovato equilibrio, assist e gol nel suo centrocampo a 3 con Praet-Torreira-Linetty e ora l’unico ballottaggio rimasto in mezzo al campo è per il ruolo di trequartista. 7 presenze, 451 minuti giocati, 3 ammonizioni e 1 espulsione: fare della legna in mezzo al campo non sempre è conveniente.

Sassuolo – Domenico Berardi

Chi sei? Mimmo non lo sai? Ormai nessuno lo riconosce più. 1 rete realizzata ad inizio campionato, ennesimo stop muscolare, si riprende con un rigore parato e poi di nuovo uno stop. Se la matematica non è un’opinione al rientro dovrebbe segnare. Chissà. Finora l’alter ego di Berardi ha giocato 732′ in 8 partite. A Sassuolo aspettano quello vero da un po’.

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SPAL – Marco Borriello

L’amore tra Borriello e Ferrara era sbocciato subito, era aumentato dopo il gol contro l’Udinese e ora c’è aria di divorzio. Il leone di Napoli sta insegnando molto durante gli allenamenti, ma in campo non ruggisce più. Il lupo Antenucci e il risveglio di Paloschi l’hanno legato alla panchina. La concorrenza di Bonazzoli non lo preoccupa, ma non si può dire lo stesso di quella del rientrante Floccari. Borriellone è fermo a 1 gol giocando praticamente tutte le partite (11 presenze e 679′). La momentanea assenza di Antenucci gli darà la giusta carica?

Torino – M’baye Niang

Non ha vita facile Niang a Torino. Lui ha voluto rimanere in Italia, ma le sue prestazioni hanno favorito solo i fischi del pubblico di fede granata. Per lui Mihajlovic aveva anche cambiato modulo, adattando il Torino al 4-2-3-1. Il risultato non è stato soddisfacente e il ritorno al 4-3-3 spedendo Niang in panchina ha dato esiti migliori. Il francese ha sprecato anche questa occasione. 647 minuti in 9 presenze condite con 1 gol contro il Verona. Ad attenderlo spezzoni e panchina.

Udinese – Simone Scuffet

Ha perso il posto nell’Udinese e non è sicuro nemmeno della titolarità in Under 21. Non è semplice essere Scuffet in questo momento. Era partito titolare, ma nelle sue 6 presenze stagionali (5 in campionato e 1 in Coppa Italia) ha raccolto nella rete dietro di sè la bellezza di 8 palloni, affrontando spesso squadre  di media-bassa caratura. Le ultime comiche hanno quasi “costretto” Delneri a rinviare la pensione di nonno Bizzarri pur di sostituire il portiere friulano. Difficile che riveda ancora il campo in campionato, viste le sicurezze date dal 40enne numero 1 argentino.

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