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Scontri Siracusa-Catania; impazzano i commenti e le opinioni sui social, ma dove risiede la verità?

Dalla partita di sabato tra Siracusa e Catania l’argomento principale sono gli eventi che con il calcio non hanno avuto nulla a che vedere; si tratta degli scontri avvenuti sia dentro che fuori lo stadio scatenando l’ira di innumerevoli persone sui social che, per la maggior parte, hanno puntato il dito verso i tifosi azzurri.

La prima cosa che balza in mente e che fa notare la pagina facebook “Forza Siracusa” in un post è che il 13 Dicembre 2014 (giorno di festa per i siracusani in cui si celebra la santa patrona) in occasione della partita contro il Catania San Pio X giocata nel campo di Mascalucia, avvennero fatti altrettanto spiacevoli che però non fece “rumore” visto che la squadra militava in eccellenza ed i tifosi che seguivano erano davvero pochi. Al termine di tale partita un piccolo gruppo di ultras aretusei (una decina) si ritrovo’ ad affrontare un agguato di ultras catanesi che, secondo i racconti dei protagonisti, li assalì muniti di caschi, spranghe e addirittura coltelli. I tifosi azzurri fuggirono con il proprio mezzo malandato a causa dei colpi, raggiungendo Siracusa e riparando successivamente il mezzo danneggiato a proprie spese.

Anche quel giorno sarebbe potuto succedere l’impensabile, ma come mai non fece scalpore sui social? Forse il contesto (categoria, niente sicurezza, media ecc..) degli eventi in questione era diverso.

Sono tantissimi i commenti sul post citato che variano tra chi è d’accordo che ogni tanto “qualche sassolino dalla scarpa deve essere tolto” e chi condanna i tifosi azzurri e chi invece condanna i tifosi etnei, ma sono pochi quelli che tra i vari commenti che trovi girovagando tra le pagine delle tifoserie, si sono concentrati sul vero problema in questione: perchè sono entrate armi esplosive all’interno della struttura sportiva? Come mai nel settore ospiti vi erano delle pietre che poi sono state utilizzate da entrambe le parti per essere lanciate?

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Forse c’è stata qualche pecca nella sicurezza oppure, con molta probabilità, questa trasferta ai tifosi etnei non doveva essere concessa; d’altronde, come abbiamo scritto in un nostro articolo precedente (vedi qui: Siracusa e Catania: le origini dei dissapori?) la storia ci ha insegnato che tra le due città non scorrerà mai buon sangue. DNA?

Possiamo anche essere d’accordo che gli episodi di Dicembre 2014 e Agosto 2016 non sono stati sotto “processo” popolare in maniera equa ma la cosa che li accomuna è la violenza sportiva, che danneggia le società, l’opinione pubblica ed i cuori dei bambini che vanno ad assistere entusiasti ad uno spettacolo unico fatto di sogni, un pallone, 22 giocatori e ultras che intonano cori e fanno risplendere i propri colori nel cielo.
Questi bambini, invece, sono costretti ad osservare a scene in cui si sfocia nella violenza che, in questo periodo in particolare, riempie le pagine di storia di morte e distruzione dall’Asia all’Europa. Tutti quanti ci auguriamo che, con un poco di buon senso e maggiore prevenzione, il calcio possa continuare ad essere lo sport che tutti amiamo senza preoccupazioni di ogni genere e senza limiti di età.

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