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“Al Bar di Magazine Pragma”, la prima puntata di una rubrica dedicata al Siracusa Calcio. Una lettura piacevole, interessante e divertente per tutti gli appassionati e tifosi.

Al Bar di Magazine Pragma – In questo momento di difficoltà, abbiamo cercato di creare una lettura per tutti gli appassionati sportivi e tifosi del Siracusa Calcio con una serie di interviste. Personaggi che hanno contribuito alla causa azzurra. Ecco a voi il primo di questa rubrica che ha accettato di contribuire alla sua creazione:

Ciao Antonio, benvenuto Al Bar di Magazine Pragma, partiamo con questa intervista. Una lettura leggera per i tifosi, costretti a stare in casa per la situazione che si sta vivendo in tutto il mondo.  Partiamo con una domanda  facile, raccontami del tuo percorso calcistico da bambino.

Antonio Midolo – Team Manager

Beh da piccolino ho praticamente fatto quasi tutti gli sport, dal nuoto al basket alla pallamano. Anche il calcio, ma ho capito subito che non era il mio forte – ride – ho comunque indossato, se così si può dire, la maglia dell’Us Siracusa Marcozzi in Via Lazio. Avevo 8-9 anni quando sono andato per la prima volta allo stadio con papà. Era già il post ’95. 

Ah, quindi prima sei andato allo stadio e poi di corsa sei andato a iscriverti nella scuola calcio?

Esatto, non vedevo l’ora di indossare la maglia azzurra.

Parlando di stadio allora… ricordi la prima partita?

Era un Play-off di Eccellenza, Siracusa-Folgore del ’97. Finì 0-1. Come inizio niente male.

I play-off per il Siracusa sono sempre stati la bestia nera… spesso abbiamo avuto l’illusione di riuscire nell’impresa, come il famoso gol di Giovanni Pisano, per poi smarrirci la volta successiva.

Diciamo che gli spareggi non hanno mai portato bene al Siracusa, per salire bisogna vincere il campionato. Per farlo serve uno squadrone. Un pò come nel 2009 e nel 2016.

Da tifoso a figura professionale… come è maturata questa decisione?

Dalla prima partita con mio padre ho capito tante cose; il Siracusa era la mia squadra. Rappresentava la città dove sono nato. Non essendo, però, un calciatore dovevo trovare un diversivo per entrare in questo mondo. Ho unito questa passione a quella per le cronache sportive e così mi sono improvvisato giovane cronista. Prima per “Siracusa News” e poi per “Sportivissimo”. Seguivo il Siracusa sia in casa che in trasferta. In questo senso la stagione che ricordo con maggior piacere è la 2011/12. In giro per l’Italia seguendo una squadra davvero forte che lottava per la B.

Sbaglio oppure hai anche fatto il fotografo in campo?

Si, è vero! Lì ero ancor più piccolo. Mi piaceva dedicare uno spazio anche alle coreografie degli ultras. I loro colori mi emozionavano. Passare dagli spalti al rettangolo di gioco significa vivere le emozioni in maniera diversa.

Il tuo primo boato dopo un gol…

Da dentro il campo credo per un Siracusa-Giarre di Serie D. Indescrivibile…

Quindi stadio pieno e partita molto sentita per la rivalità fra le due tifoserie…

Si si, in quegli anni si provava ad andare in serie C senza riuscirci. Ciò però avvenne nel 2009 con quel campionato

 stratosferico vissuto a bordocampo con la casacca da fotografo – ride – così fino al 2012. Poi andò come tutti sappiamo. Quell’estate mi sono messo a disposizione del Città di Siracusa; la squadra formata dai tifosi della Curva e non solo. Mi chiamò Gaetano Favara e da lì iniziai a collaborare più dall’interno. Abbiamo vinto Coppa e

 Campionato ed è stata una grande soddisfazione. Mi piace chiamarla la stagione del orgoglio; vedere i nostri tifosi, dopo la mancata Serie B conquistata sul campo, essere presenti ovunque in posti calcisticamente assurdi lo trovavo incredibile e molto bello come segnale.  

Il siracusano ha dimostrato tante volte l’orgoglio come nell’ultima campagna abbonamenti per cercare di salvare almeno la Serie D… 

La cosa più ardua adesso credo sia avvicinare i giovani, i più grandi ci sono e ci saranno sempre. In questi giorni apro facebook e vedo la homepage piena di tifosi con la maglia del Siracusa. E’ un piccolo gesto ok, ma secondo me fa ben capire quanto la gente ami questi colori. Sarò di parte ma per me Siracusa resta una grande piazza; forse più grande di quello che noi stessi pensiamo.  

Si è perso il legame con la provincia di Siracusa; prima dalla provincia scendeva un’epopea di tifosi…

Negli anni è cambiato un po’ tutto… oggi i ragazzi preferiscono vedere la Serie A in Tv restando comodamente a casa.

Il tuo primo incontro con Cutrufo?

Lo incontrai per la prima volta alla presentazione di Peppe Mascara al “Jolly Hotel”, di me gli aveva già parlato bene Gaetano Favara prima e il giornalista Giuseppe Basile poi. Che lasciò il calcio per motivi di lavoro. Presi il suo posto. Era l’estate del 2014. Fu un colloquio di pochi minuti. Volevamo le stesse cose. Bastò una stretta di mano. Inizialmente curavo la comunicazione della società insieme a Giovanni Abela e in seguito iniziai ad occuparmi dell’organizzazione in generale. Così come mi fu chiesto dai direttori Albergamo e Finocchiaro. Quella stagione, come ben sapete, si concluse in modo pazzesco. Ricordo ancora quei minuti finali dell’ultima giornata di campionato. In molti rientrarono negli spogliatoi convinti di dover fare i play off. E invece… come in un film fummo promossi.

 

Peppe Mascara in azzurro – foto Siracusa Calcio

Impensabile arrivare primi in serie D al primo colpo… prima c’è voluto un bel po’

Quasi un’impresa per Siracusa. Due promozioni di fila. Una squadra fortissima allenata da un certo Sottil che conoscevamo già bene e un direttore come Antonello Laneri che di certo non ha bisogno di presentazioni. Si è fatto un grande lavoro e la società non badò a spese. Avevamo una panchina che in qualsiasi altra squadra avrebbe fatto la differenza.

Gaetano Cutrufo – Patron Siracusa Calcio

 

Il giocatore in particolare con cui hai legato di più dall’era Salvoldi fino a oggi…

Devo dirti la verità, sono tantissimi e ci sentiamo tutt’ora con molti di loro. Più piccolino conobbi bene Giovanni Iodice, ragazzo d’oro, stavamo sempre insieme, vista anche la vicinanza di età. Qualche giorno fa ho sentito Marco Turati che non perde mai occasione per venire nella sua Siracusa, Lele Catania, Nicola Mancino, Matteo Tomei ecc. Ma anche con Longoni, Santurro, Daffara, Toscano, Pirrello, Palermo, Parisi, Scardina, Grillo un po’ tutti davvero. Con alcuni di loro il rapporto è speciale, andato oltre quello lavorativo come con Spinelli e Giordano. Li conobbi nell’era Salvoldi, poi nel 2015 li ho ritrovati in spogliatoio da team manager in Serie D. Inizialmente quasi non ci credevo. Con loro come con Baiocco e Longoni. O lo stesso Catania che prima vedevo in tv o sui giornali. Per non parlare del direttore Laneri o di mister Sottil che prima ammiravo dalla tribuna per poi trovarmi in riunione con loro.

Poi gli anni della Serie C…

Per me, i più importanti. Credo di aver imparato molto da quelle due stagioni di Serie C. Tanti dettagli, sottigliezze che da fuori è impossibile percepire. Questo grazie, ovviamente, alla società che mi ha sempre lasciato carta bianca nel mio ruolo, al rapporto speciale forse col miglior direttore della C, che è Antonello Laneri, alla fiducia che mi hanno sempre dimostrato, sia Sottil che Paolo Bianco e a tutti i collaborati di quel Siracusa. Ero diciamo pure io una “matricola” nel mio lavoro tra i professionisti. Ma a quanto pare mi bastarono pochi mesi per capire come funzionava – sorride – conservo ricordi spettacolari.

Prima abbiamo parlato di cambiamenti nel calcio… con il Covid-19 ci sarà un ulteriore cambiamento?

Sarò un sognatore ma da qui a pochi mesi spero di tornare a vedere stadi aperti e pieni di gente… noi abbiamo già vissuto l’incubo di giocare a porte chiuse ed è molto particolare. Spero che tutto torni come prima. Il calcio ha bisogno dei tifosi… senza di loro…non avrebbe senso.

Con tutto quello che sta succedendo, il Siracusa Calcio sarà pronto a sopperire alle richieste e alle normative per riaprire al pubblico?

Per il Campionato che stiamo disputando il “De Simone” potrebbe essere di certo il più attrezzato di tutti. Siamo in attesa di notizie dalla federazione. La Serie A ha problemi a ripartire… figuriamoci le altre categorie. Noi vorremmo ripartire già domani… ci siamo fermati nel nostro momento migliore e tu che ci hai seguito lo sai…come stava la squadra.
In futuro, qualsiasi cosa serve per ripartire, noi siamo pronti. Adesso, però, la cosa più importante è senza dubbio la salute. Nessuno può di certo permettersi il lusso di rischiare qualcosa. Allo stesso tempo non si può vanificare quanto fatto. Sono già state disputate 24 partite su 30. Non sono poche. La società ha fatto degli sforzi sia a settembre che a dicembre per rafforzare ulteriormente la squadra.

Assolutamente, proprio per questo adesso parliamo della stagione. Una squadra creata in fretta e furia, arriva a Gennaio con un piccolo stravolgimento e si vedono gli ingranaggi cominciare a girare bene. Come hai vissuto questo ritorno nei dilettanti della tua squadra, escludendo l’esperienza a Palazzolo…

Una nuova sfida. Abbiamo lasciato (come gruppo di lavoro) nel 2018 in serie C, vederlo scomparire non mi ha fatto bene… la delusione era tanta, poi quando Cutrufo ha deciso di ripartire ed ho ricevuto la chiamata dalla Marletta ho detto SI senza nemmeno pensarci. Volevamo ripartire tutti insieme e lo abbiamo fatto fin da subito.  A Palazzolo ero di casa. Tante persone eccezionali che conoscevo già. Si era creato un bell’ambiente. Un gruppo forte. Un grande rammarico per come è finita. Una rimonta terminata però con la sconfitta decisiva di Ragusa. Peccato davvero…

Calcio giocato: questa squadra nello spogliatoio e nel complesso… sai a porte chiuse per i tifosi è stato difficile captare i segnali dell’ambiente. 

Siamo partiti tardi, fine Agosto, quasi Settembre e il Campionato era alle porte. Bisogna fare i complimenti per questo alla Marletta che grazie al supporto della società è riuscita nel giro di poche ore a creare il tutto.  E’ stata fatta una squadra di tutto rispetto nonostante altri nomi importanti per la categoria erano già accasati altrove ed era quindi impossibile portarli a Siracusa.

I pareggi hanno lasciato l’amaro in bocca…

Beh i pareggi di troppo sono frutto proprio di questo… del poco tempo che avevamo a disposizione. Ma nonostante questo bisogna dire che è stata fatta una squadra di tutto rispetto che si è ritrovata da subito tra le prime del campionato.

Il merito va soprattutto a mister Scifo e ti racconto un aneddoto: dopo la partita di Augusta siamo andati sotto di 8 punti rispetto alla capolista. Disse <ancora non è finita>. Devo dire che ha avuto ragione.

La festa dei giocatori azzurri dopo un gol

Il mister ha avuto grande sangue freddo. Siracusa è una piazza che, un secondo prima ti porta alle stelle, un secondo dopo alle stalle. 

Esatto, per questo dico complimenti a lui e tutto lo staff tecnico per il lavoro svolto. Il girone di ritorno, con il mercato di riparazione di dicembre, parla chiaro. Sono poi sempre i numeri quelli che contano. A sole sei gare dal termine il Siracusa ha recuperato ben 11 punti e gli azzurri hanno la miglior differenza reti del torneo, miglior attacco e miglior difesa. Un plauso anche allo staff medico e dirigenziale insieme al magazziniere Gioacchino. Sembra di stare nei professionisti perché i ragazzi hanno tutto a disposizione sia per gli allenamenti che per i ritiri pre-partita. Sia in casa che fuori. Possono essere considerate piccole cose, ma come mi ha sempre detto qualcuno queste cose poi alla lunga qualche punticino in classifica lo possono portare.

Questo gruppo può essere una base per il futuro? Sono tutti ragazzi giovani…

Bravo, hai detto una cosa importante che stavo dimenticando. E’ una squadra giovanissima che ha ottenuto questi risultati in una piazza come Siracusa. Vorrà dire qualcosa.   

In passato squadre giovani che hanno iniziato insieme questo percorso, hanno accresciuto il loro affiatamento e rendimento sul campo…

Qualcosa di buono c’è ovviamente, non voglio fare nomi ma qualcuno di loro può fare la scalata con il Siracusa.

Ragazzi come Musso… hanno fatto un percorso impressionante

Musso è stata una vera e propria scoperta di mister Scifo. Nel senso che lui nasce come centrocampista centrale, ma le esigenze del mister lo hanno portato sulla fascia come terzino ed hai visto tu stesso la stagione che ha fatto. 

Il Siracusa ha dei giovani da tenere sott’occhio. Parlo anche di 2003, 2002..spero restino a lungo.

Andiamo a scherzare un poco… il tuo rapporto con Giovanni. Siete un duo indissolubile… ma siete più come Stanlio e Olio che litigavano spesso, oppure come Bud Spencer e Terence Hill che non litigavano mai?

Ahahah allora, la verità sta sempre in mezzo. Litigate vere e proprie no, Spesso abbiamo idee comuni, ma quando così non è… abbiamo un pregio: siamo persone che dicono le cose in faccia e quindi trovare un punto d’incontro diventa più facile. Oppure mettiamo in mezzo Luca Parisi e diamo la colpa a lui. Scherzo. Giovanni e Luca li reputo veri e propri amici. E collaboratori importanti per il Siracusa.   

Non vi mandate a quel paese?

Può capitare – ride nuovamente – ma nel mondo del lavoro essere sinceri è importante.

Voi due siete il volto simbolo del Siracusa Calcio con un percorso simile…

Esagerato, volto simbolo sicuramente no… però I tifosi del Siracusa li conosciamo meglio di chiunque altro, perché siamo cresciuti con loro. Capiamo le loro esigenze; diciamo che in questo siamo stati avvantaggiati perché io e lui siamo cresciuti allo stadio. Se ci hai fatto caso portiamo pure fortuna a quanto pare. (Qui ho avvertito che ha fatto una espressione buffa ahah)

Ah davvero? Avete qualche rito che porta bene?

Personalmente no… per lo più i calciatori. Per esempio Tomei prima di ogni partita mi chiamava anche se ero lontanissimo per darmi il suo orologio. Dovevo averlo per forza io in panchina e sempre nello stesso polso. 

Pensando a Tomei mi viene in mente che nelle foto di gruppo prima della partita usciva sempre la 

lingua, un altro rito?

Questa non la sapevo, non ci ho fatto caso ahah, allora era davvero scaramantico…

Futuro, hai qualche idea futuristica per far riavvicinare i tifosi?

I risultati. Questi portano la gente allo stadio.

 

Ringraziamo Antonio Midolo per la sua disponibilità. Speriamo che la lettura sia stata di vostro gradimento. Non perdetevi la prossima puntata ECCEZIONALE che uscirà il prossimo venerdì 8 Maggio sempre qui su Magazine Pragma.

 

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