Se il calcio è lo sport più bello del mondo, è per notti come questa. Una partita bloccata, tesa, vibrante, che sembrava ormai destinata ai tempi supplementari, si risolve nell’ultimo, disperato respiro dei novanta minuti. Passa la Spagna! Le Furie Rosse strappano il pass mondiale ed estromettono un Portogallo commovente, punito nell’unico istante di disattenzione di una retroguardia fino a quel momento d’acciaio.
Il lampo nel recupero
Il cronometro scorre inesorabile oltre il novantesimo, le gambe sono pesanti e la paura di sbagliare regna sovrana. Ma è proprio nel momento di massimo tatticismo che la classe dei singoli traccia il destino di una nazione.
L’azione che decide il match è un capolavoro di furbizia e precisione: Ferran Torres riceve palla sulla trequarti, alza la testa e disegna una verticalizzazione chirurgica che taglia in due la difesa portoghese.
Merino glaciale: l’Arsenal esulta, il Portogallo piange
Sul pallone si avventa come un falco Mikel Merino. Il centrocampista dell’Arsenal, inseritosi con tempi perfetti, si ritrova a tu per tu con il portiere avversario. In quel millesimo di secondo c’è tutta la pressione del mondo, ma Merino non trema: controllo orientato e conclusione implacabile che si insacca alle spalle dell’estremo difensore. È il gol che fa esplodere la panchina spagnola e il settore dei tifosi della Roja.
“Un inserimento perfetto, una freddezza da attaccante puro. Merino firma la notte più importante della sua carriera in nazionale.”
Per il Portogallo è un risveglio bruttissimo. Cristiano Ronaldo e compagni dicono addio ai Mondiali nel modo più crudele possibile, dopo aver accarezzato a lungo l’idea del colpaccio. La Spagna, invece, festeggia una qualificazione sofferta ma cercata fino all’ultimo secondo, dimostrando che il cuore e le idee, alla fine, pagano sempre.


